Nell'intervallo di Roma-Inter, il tecnico nerazzurro ha dato la scossa ai suoi che sono entrati in campo con un atteggiamento diverso
VIDEO FCIN1908 / All'Olimpico finisce in parità: Inter ancora sotto di due gol, Lautaro riacchiappa la Roma
L'Inter incassa e poi risponde. È il leitmotiv di questo inizio di stagione nerazzurro in cui si sono evidenziate almeno due cose importanti: la reazione della squadra e la bravura di Cristian Chivu di tenere la barra dritta. L'Inter ha sbandato in queste prime giornate, ma è sempre riuscita a rientrare nei binari, merito soprattutto del tecnico che fin qui ha saputo, con le parole e con i fatti, dove intervenire.
"Comanda Chivu. Se, un anno fa, la scelta del tecnico rumeno aveva sollevato diversi dubbi, ora non solo quei dubbi sono stati spazzati via, ma l’allenatore nato a Resita dà proprio l’impressione di essere un condottiero alla guida dei suoi fedelissimi. L’Inter ora è sempre pronta ad ascoltare Chivu, a seguirlo e a dare seguito le sue indicazioni. Chivu continua ad avere il controllo pressoché totale, ad avere la fiducia e di conseguenza il controllo della squadra. Già, perché ribaltare l’atteggiamento e lo spirito di una squadra come è accaduto nell’intervallo dell’Olimpico non è scontato. L’Inter sul campo della Roma e sotto di due gol è rientrata in campo feroce, determinata nel giocarsi il tutto e per tutto. Ma anche più ordinata, più attenta, più concentrata, diversamente da come aveva cominciato la partita", sottolinea il Corriere dello Sport.
PUBBLICO E PRIVATO
"Tutto ciò significa che Chivu nell’intervallo dell’Olimpico, dentro lo spogliatoio, ha saputo ancora una volta “pizzicare” le corde giuste, accendendo l’orgoglio e la voglia di riscatto di Lautaro e compagni. In pubblico ovviamente il tecnico rumeno ha solo parole buone per i suoi uomini, ne loda le qualità, la disponibilità, la personalità. È addirittura infastidito quando la critica mette in discussione qualcuno dei suoi. In privato, invece, quando nessuno può sentire, Chivu non esita a usare il “bastone”. Se c’è qualcosa che non va non è certo così tenero, interviene con determinazione e se serve sa alzare la voce. Evidentemente, sempre nel modo giusto, altrimenti non ci sarebbero certe risposte. E chiaramente è un segnale di come abbia in pugno la situazione"."Altro esempio, sono i cambi. La scelta delle sostituzioni risulta spesso corretta, nel senso che sono più le volte in cui i nuovi entrati danno qualcosa in più o di diverso. Inoltre, quando le cose vanno male, come sabato nel primo tempo contro la Roma, non c’è mai una bocciatura all’intervallo: Chivu attende sempre qualche minuto della ripresa, poi se non c’è reazione pressoché immediata procede con la sostituzione".
(Corriere dello Sport)
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