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fcinter1908 ultimora Condò: “Due specialisti inseguono, ma Chivu ha il suo segreto. L’Inter pensa di avere…”

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Condò: “Due specialisti inseguono, ma Chivu ha il suo segreto. L’Inter pensa di avere…”

Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 
Dalle colonne del Corriere della Sera, Paolo Condò fa il punto sui tre allenatore che si giocheranno il titolo fino alla fine

Fino a tre giornate fa la lotta scudetto sembrava già in archivio, invece il rallentamento dell'Inter ha permesso a Milan e Napoli di avvicinarsi e rendere queste ultime 8 giornate molto interessanti. Dalle colonne del Corriere della Sera, Paolo Condò fa il punto sui tre allenatore che si giocheranno il titolo fino alla fine.

"Stiamo parlando di psicologia, non di altro. O almeno non ancora. Ma l’immagine di una lepre in fuga sempre distante ma un po’ claudicante, e di due cacciatori che la scrutano da un lontano che non è più così lontano, è appropriata. Colpisce soprattutto perché conosciamo bene le sale trofei dei cacciatori. In quella di Max Allegri sono affissi 6 scudetti, cinque vinti con la Juventus e uno col Milan. In quella di Antonio Conte fanno bella mostra 5 scudetti (tre Juve, uno Inter, uno Napoli) e una Premier League (Chelsea). La sanno lunga, e il mestiere col quale governano Milan e Napoli vale punti".

"Max dichiara da luglio che il traguardo stagionale è la Champions per togliere pressione alla sua banda disomogenea. Antonio, viceversa, quaranta giorni fa si adirava pubblicamente per una domanda sullo scudetto («Ancora possibile? Ma siamo seri!»). Il Napoli era appena stato eliminato dal Como in coppa Italia, la discussione era su quale livello di Europa fosse il vero traguardo. Quaranta giorni fa".

"E Cristian Chivu, in tutto questo? La questione è centrale perché a dover reggere l’inseguimento dei due specialisti in scudetti è un allenatore quasi debuttante. Chivu ha un curriculum solido da giocatore — aspetto che conta — e una discreta audience nel mondo Inter. Viene amato come ogni eroe del Triplete, e per quanto molto light il percorso dialettico da esordiente su una grande panchina era stato felice fino alla topica di Bastoni. Non puoi dire che non hai mai sentito un allenatore ammettere un errore a proprio vantaggio — grande verità — e il giorno dopo mancare l’occasione di essere il primo a mostrare coerenza concedendo una simulazione evidente a tutti. Avesse alzato le mani, la storia sarebbe già finita".

"Il riflesso pavloviano della difesa del proprio giocatore l’ha messo invece all’angolo, e siccome la polemica non gli è propria si è fatto buttar fuori con l’Atalanta nell’occasione sbagliata, perdendosi poi quella giusta. L’antidoto alla depressione sarebbe scritto nel calendario del prossimo turno, con lo scontro diretto fra Napoli e Milan che forzatamente eliminerà un cacciatore, preceduto da un Inter-Roma da preparare con psicologia. Appunto. L’anno scorso — 34esima giornata — fu la gara del crollo. Quest’anno può segnare la rinascita, perché dopo la Roma viene il Como, e poi la discesa verso il traguardo. Il margine c’è, il calendario anche, i giocatori pure (con Lautaro di ritorno), il clima no, quello è pesante in tutte le componenti — l’ha ammesso ieri pure Marotta — frutto avvelenato della scorsa primavera. Si torna sempre lì. L’Inter pensa di avere fatto pace con se stessa, ma siccome non resiste alla tentazione di voltarsi, scopre con orrore di essere rincorsa da un’orda di fantasmi. E non vestono maglie rossonere, né azzurre".

(Corriere della Sera)