Il giorno dopo Inter-Napoli, dalle colonne del Corriere della Sera Paolo Condò ha analizzato il pareggio tre le due squadre. "Inter-Napoli è stata innanzitutto una grande partita, giocata per vincere da entrambe le squadre, un braccio di ferro equilibrato e in continua controtendenza. Dieci minuti di Napoli, e segna l’Inter; venti minuti di Inter, e pareggia il Napoli; poi un’azione di qui e una di là, il bollente finale per un rigore che è tanto ineccepibile quanto casuale, il secondo colpo dell’mvp McTominay, il palo di Mkhitaryan che equivale al «continua» in fondo alla prima puntata di un romanzo diviso in due tomi. Continua sì, perché il Napoli ha esorcizzato per due volte la fuga dell’Inter".

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Condò: “Perché l’Inter continua a non battere le pari ruolo. Se avesse vinto Chivu…”
"Manca ancora una vita al rettilineo finale, ma se avesse vinto Chivu avrebbe messo parecchia luce fra sé e gli inseguitori, e per molti minuti il gioco veloce, preciso e determinato di parecchi dei suoi uomini (non tutti: Lautaro non era in serata) è sembrato prevalere. Però il Napoli che gli infortuni hanno totalmente ridisegnato rispetto ai piani estivi è una squadra vera che Conte ha costruito usando il fil di ferro. Così robusta da rendere impensabile una restaurazione quando l’infermeria si svuoterà. Questa è la squadra per competere ancora per lo scudetto, ovviamente con Neres. E questa è l’Inter che continua a non battere le pari ruolo perché la difesa in fase di gestione disfa ciò che gli altri reparti hanno costruito, ma gioca comunque un calcio superiore".
(Corriere della Sera)
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