fcinter1908 ultimora Condò: “Rocchi è andato a cercarsi inutili guai. Su Bastoni e Chivu dico che…”

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Condò: “Rocchi è andato a cercarsi inutili guai. Su Bastoni e Chivu dico che…”

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Delle polemiche in Inter-Juve per il caso Bastoni-Kalulu ha parlato, sulle pagine del Corriere della Sera, il giornalista Paolo Condò
Andrea Della Sala Redattore 

Delle polemiche in Inter-Juve per il caso Bastoni-Kalulu ha parlato, sulle pagine del Corriere della Sera, il giornalista Paolo Condò

"L’intervento di Comolli e Chiellini nel dopo-partita ha fissato la posta in gioco, che è il ruolo di designatore. L’attacco a Rocchi è stato esplicito e la Juventus non l’ha portato soltanto a suo nome, perché citando le lamentele di De Rossi, Gasperini, Conte e altri («ogni settimana ce n’è uno») il concetto trasmesso è che il livello di servizio garantito dagli arbitri alla serie A sia inadeguato. È vero? Sì, questa è la stagione peggiore dall’introduzione del Var perché la questione dei falli di mano e degli step on foot è sfuggita a ogni logica, il protocollo non aiuta, e la sensazione che arbitri in campo e varisti vadano ognuno per proprio conto è netta. In una situazione del genere, è incomprensibile il motivo per cui Rocchi non abbia designato per la partita storicamente più bollente del nostro calcio un arbitro internazionale: senza prendersela troppo con La Penna — che dopo la baraonda dell’intervallo sarebbe potuto crollare nella ripresa, quando certamente aveva saputo dell’erroraccio, e non l’ha fatto — Rocchi è andato a cercarsi inutili guai. Vorremmo capire perché.

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Nella sua replica di ieri, oltre a scusarsi per l’errore il designatore ha stigmatizzato la simulazione di Bastoni, anche lui allargando il discorso dal singolo caso a un andazzo generale che è reale e abbiamo più volte denunciato. Soltanto sabato degli ultimi 15 minuti di Como-Fiorentina se ne saranno giocati 5, e una simulazione di Parisi ha stabilito probabilmente il record stagionale di falsità. Ma il difensore dell’Inter ci ha aggiunto quell’esultanza al cartellino rosso ulteriormente proterva — che fine ha fatto la vecchia norma che prevedeva l’ammonizione per chi sollecitava un’ammonizione? — e della quale sarebbe saggio scusarsi. Un vecchio amico calciatore (famoso) diceva che gli altri sono sport mentre il calcio è un gioco, e come tale prevede lo sfruttamento degli errori dell’avversario (per quanto innocua, la manina di Kalulu lo è stata): tesi discutibile, ma esultargli in faccia sapendolo sostanzialmente innocente supera in ogni caso il limite. Non concordiamo però con chi lo vorrebbe togliere a Gattuso, e accettiamo rassegnati l’accusa di pragmatismo eccessivo: i tribunali morali portano ai pasdaran, e la qualificazione al Mondiale è troppo importante e in bilico per rinunciare ad alcunché. Un pensiero su Chivu, infine, che ha perso l’occasione per stagliarsi sulla concorrenza. Quando ha detto che Bastoni «ha sentito il tocco…», si è fermato imbarazzato perché l’ovvia prosecuzione del discorso era «… e si è lasciato cadere». Lo sa lui, lo sappiamo noi, lo sanno tutti.