Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere della Sera, Paolo Condò, giornalista, ha analizzato così il derby vinto dal Milan contro l'Inter: "Le arti oscure di Max Allegri, portentoso nell’ottenere il più malgrado maneggi il meno, vincono un altro derby e riaprono lo spiraglio scudetto che anche un semplice pareggio avrebbe sigillato a favore dell’Inter.

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Condò: “Scudetto, Inter ha 80-20. Assenze hanno pesato, ma c’è stato un pensiero debole”
A dieci partite dal traguardo i 7 punti di margine di Chivu restano molti, e un serio discorso scudetto non può discostarsi troppo da un 80-20 a favore dell’Inter, cui restano non più di tre ostacoli medio-alti, tutti nel prossimo mese. Però il Milan ha vinto con un gol di Estupinan, e diteci se questa non è magia (rosso)nera, ha coronato la rincorsa alla miglior difesa della serie A, specialità della casa livornese, e ha riaffermato il complesso d’inferiorità dell’Inter negli scontri diretti. La partita si è decisa nel minuto intercorso fra l’occasionissima divorata da Mkhitaryan e la botta del terzino ecuadoregno, ma il governo del tempo nel quale Allegri è maestro — quello era il momento giusto per colpire, tanto che nei minuti successivi il Milan anziché ritrarsi ha inseguito il 2-0 perché il ferro caldo andava battuto — è stato favorito dal piano di controllo dello spazio troppo prudente varato da Chivu.
Non c’è dubbio che le assenze di Lautaro, Calhanoglu e per lungo tempo Dumfries abbiano avuto un peso sulle scelte del tecnico (Thuram meno perché Esposito ormai vale il posto da titolare), ma l’idea iniziale di aspettare il Milan per non alimentarne il contropiede negli spazi è stato un pensiero debole. E come tale, Allegri l’ha punito".
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