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CorSport – Inchiesta arbitri si ferma. Emersa solo una gigante faida interna che porterà a…
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Come riporta il Corriere dello Sport, l’inchiesta della Procura di Milano sulla presunta frode sportiva si ferma. Ieri il pm titolare, Maurizio Ascione, ha fatto il punto con il Procuratore Generale, Marcello Viola, e il Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza. «Non c’è necessità di convocare altri testi, né verrà aggiornato il registro degli indagati», è quello che filtra dalla Procura di Milano, per cui l’indagine si fermerà.
"Per quanto? Lo si capirà nei prossimi giorni, quando verranno riordinate le carte, riletti i verbali delle varie audizioni, ricollocate le tessere del puzzle. Anche se allo stato attuale non sembra siano emersi fatti nuovi. In particolare, soprattutto nell’ipotesi di designazioni “combinate” gradite o meno all’Inter, la testimonianza di Giorgio Schenone, referee manager dell’Inter, e quella di Riccardo Pinzani, all’epoca dei fatti coordinatore dei rapporti AIA/club, non hanno portato a «nuove esigenze investigative».
"Ieri il pm Ascione ha ascoltato anche il nostro direttore, Ivan Zazzaroni. Più che una convocazione “ufficiale”, quasi una testimonianza informale, durante la quale il nocciolo della questione è sempre stato lo stesso: eventuali pressioni di dirigenti su Rocchi, rapporti, Lissone e l’affaire VAR/ispettori federali".
"Il fronte degli arbitri però è apertissimo, anche su altri orizzonti. E anche questo dovrebbe contribuire a far capire quanto sia importante riscrivere completamente le funzioni del comparto arbitrale. L’inchiesta di Milano, più che le frodi, ha scoperchiato un mondo di faide interne, gruppi in lotta per il potere, pronti a qualsiasi cosa. Tutto ben lontano dall’idea di garanzia, terzietà, rigore morale che dovrebbe appartenere all’Associazione Italiana Arbitri".
"In quest’ottica il presidente Gravina oggi, dopo aver ratificato la decadenza di Zappi per i 13 mesi di squalifica (un atto puramente formale) darà lettura della mail, arrivata lo scorso weekend, nella quale il vicario Massini (che dovrebbe essere presente) descrive uno scenario apocalittico all’interno del mondo arbitrale, quasi di ingovernabilità, tale da giustificare il commissariamento".
(Corriere dello Sport)
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