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UDINE, ITALY - AUGUST 22: Cristiano Ronaldo of Juventus looks on during the Serie A match between Udinese Calcio v Juventus at Dacia Arena on August 22, 2021 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)
Cristiano Ronaldo vince in tribunale contro la Juventus. Il giudice del lavoro di Torino, Gian Luca Robaldo, ha emesso la sentenza sull'annoso caso degli stipendi del portoghese, come riporta La Gazzetta dello Sport: "Il magistrato ha rigettato il ricorso del club bianconero, che a questo punto non avrà diritto a riavere i 9,8 milioni previsti dal lodo arbitrale dell'aprile 2024".
"La vicenda risale ai mesi del Covid, quando la Juventus raggiunse un accordo con i calciatori per la presunta rinuncia fittizia di alcuni stipendi mensili per fare fronte alla pandemia. Con l'ex Real Madrid i dirigenti juventini pattuirono nel 2021 attraverso un documento, la famosa "carta Ronaldo" - citata nell'inchiesta torinese che ha coinvolto i vertici del club bianconero e che ha portato alle dimissioni del presidente Andrea Agnelli e del vecchio Cda - il pagamento posticipato di 19,5 milioni di euro come debito residuo dell'ingaggio lordo del giocatore. Questa somma, però, non sarebbe mai stata iscritta a bilancio e dalle intercettazioni legate all'inchiesta Prisma era emerso che l'accordo scritto "teoricamente non deve esistere", frase detta dal capo dell'ufficio legale bianconero Cesare Gabasio in un colloquio con l'allora d.s. Federico Cherubini. E, soprattutto, non era mai stata corrisposta perché in estate il portoghese era stato ceduto al Manchester United.
Recuperata la "carta" il 23 marzo 2022 durante una perquisizione nello studio torinese dell'avvocato Federico Restano, Cristiano Ronaldo aveva citato il club bianconero nel settembre del 2023, ma, poiché sul documento non era presente la sua firma, le parti in causa avevano concordato per un arbitrato. Pochi mesi più tardi, il 17 aprile 2024, il Collegio arbitrale (formato da Gianroberto Villa, Leonardo Cantamessa e Roberto Sacchi) aveva determinato "a maggioranza" di riconoscere al portoghese la metà della somma dovuta (9,8 milioni anziché 19,6) escludendo la volontà della Juve di ingannare il giocatore, ma, soprattutto, sottolineando che il calciatore non aveva mai richiesto la somma al momento dell'addio all'Italia. A questa decisione si era opposta la Juventus, cui però il Tribunale di Torino ha dato adesso torto", conclude la Rosea.
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