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Negli ultimi anni il rapporto tra le società di Serie A e i siti di scommesse online è stato fortemente condizionato dal quadro normativo italiano. Il Decreto Dignità, entrato in vigore nel 2018, ha infatti introdotto un divieto quasi totale di pubblicità e sponsorizzazioni legate al gioco d’azzardo con vincite in denaro, bloccando di fatto accordi diretti tra club e operatori di betting e casinò online. Questo ha spinto molte società a cercare soluzioni alternative, come partnership indirette, accordi con brand di infotainment o sponsorizzazioni valide solo all’estero.
A partire da marzo 2025, però, il quadro è cambiato: il legislatore ha riaperto alla possibilità di stipulare accordi commerciali tra squadre di calcio e operatori di scommesse, seppur all’interno di paletti precisi. In questo scenario si inserisce l’operazione realizzata dall’Inter, che già nel 2024 è riuscita a siglare un accordo con Betsson come nuovo sponsor di maglia, sfruttando una formula compatibile con la normativa allora vigente grazie all’uso di una piattaforma di contenuti informativi.
Il ritorno alla possibilità di siglare accordi tra club e operatori di gioco a partire da marzo 2025 rappresenta un passaggio chiave per l’intero sistema calcio italiano. Molte società, già prima del via libera formale, avevano iniziato a costruire partnership “di confine”, spesso limitate a mercati esteri o a ruoli secondari, come sponsor di manica o regional partner. L’accordo tra Inter e Betsson ha avuto un valore anticipatore, mostrando una strada percorribile anche in un contesto regolatorio restrittivo.
In questo senso, è interessante notare come si comporta il Instant Casino rispetto alla concorrenza, non solo dal punto di vista delle offerte e dei servizi che la rendono tra i migliori operatori sul mercato, ma anche dal punto di vista delle sponsorizzazioni. L’intesa con la Juventus infatti lo nomina partner regionale in Europa, esclusa l’Italia, e prevede ad esempio la presenza del marchio nel sistema LED dell’Allianz Stadium, come annunciato dal club; tuttavia i diritti commerciali consentono l’esposizione solo nei Paesi autorizzati, mentre per il mercato italiano si ricorre a geoblocking e a tecnologie di virtual ad replacement per rispettare la normativa vigente.
Questo tipo di accordi dimostra come, anche prima del nuovo via libera normativo, i club abbiano lavorato su formule ibride e tecnologicamente avanzate per non rinunciare a un comparto commerciale considerato strategico. Con il ritorno alla possibilità di accordi diretti, è plausibile che sempre più società di Serie A valutino partnership con operatori di betting, soprattutto come sponsor secondari o regionali. Resta comunque centrale il tema delle condizioni: visibilità limitata, attenzione ai messaggi, rispetto delle regole su pubblicità responsabile e separazione netta tra attività sportive e promozione del gioco verso il pubblico più giovane.
L’intesa tra Inter e Betsson rappresenta uno dei casi più rilevanti degli ultimi anni nel panorama italiano. Nel 2024, il gruppo Betsson è diventato official main partner dei nerazzurri, comparendo sul fronte della maglia con il brand Betsson.sport. Dal punto di vista economico, l’accordo ha garantito all’Inter introiti stimati intorno ai 30 milioni di euro annui, una cifra significativa in un momento in cui molte società faticavano a trovare sponsor di primo piano.
La chiave dell’operazione è stata la natura del brand utilizzato. Betsson.sport non è stato presentato come piattaforma di scommesse in senso stretto, ma come portale di infotainment sportivo, focalizzato su notizie, approfondimenti e contenuti legati al calcio e allo sport internazionale. Questa impostazione ha consentito all’Inter di rispettare formalmente il Decreto Dignità, che vietava la pubblicità diretta al gioco d’azzardo, ma non quella a contenuti informativi privi di call to action legate alle scommesse.
Per Betsson, gruppo internazionale attivo nel settore del gambling online, l’operazione ha rappresentato un investimento strategico sul mercato italiano, costruito in modo graduale e compatibile con la normativa. Il gruppo offre infatti una gamma di servizi che spaziano dalle scommesse sportive ai giochi da casinò online, operando in diversi Paesi europei con licenze locali. Nel caso italiano, la scelta di puntare su un brand editoriale ha permesso di rafforzare la visibilità senza entrare in conflitto diretto con le restrizioni allora in vigore.
Dal punto di vista dell’Inter, l’accordo ha avuto anche un valore simbolico. In una fase di transizione sul piano societario e finanziario, la sponsorizzazione con Betsson ha permesso al club di tornare su livelli di ricavi da main sponsor più in linea con il proprio posizionamento sportivo e internazionale. Allo stesso tempo, ha mostrato come una gestione attenta degli aspetti legali e comunicativi possa trasformare un vincolo normativo in un’opportunità.
Con il ritorno alla possibilità di accordi diretti dal marzo 2025, l’operazione Inter-Betsson può essere letta come un precedente importante. È improbabile che nel breve periodo si assista a un’ondata di sponsor di maglia legati al betting, ma è realistico aspettarsi un aumento di partnership strutturate, soprattutto in forme meno invasive e più segmentate.
Per la Serie A, questo scenario potrebbe tradursi in nuove entrate commerciali e in una maggiore competitività rispetto ad altri campionati europei, dove le sponsorizzazioni con operatori di gioco sono da tempo una realtà consolidata. Resta però centrale l’equilibrio tra sostenibilità economica, tutela dei consumatori e rispetto delle norme. L’accordo tra Inter e Betsson dimostra che, anche in un settore sensibile come quello del gioco, è possibile costruire intese che rispondano a logiche industriali senza ignorare il quadro regolatorio.
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