"Ormai è un copione fisso, le medio-piccole contro l’Inter dispongono la linea difensiva a cinque. Nessuno che provi ad aggredire l’Inter, tutti accettano di subirla. Non si poteva chiedere che fosse la Cremonese a variare la sceneggiatura del “blocco basso”. Davide Nicola come Antonio Conte: “Cremo” devastata dalle assenze e con panchina cortissima, appena cinque i giocatori di movimento in distinta tra le riserve. L’Inter ha rosolato i grigiorossi per un quarto d’ora, troppe le differenze di qualità e di volumi fisici, e li ha scassinati con il più usato dei suoi grimaldelli, il corner, anche se allo Zini il calcio d’angolo dell’1-0 è stato battuto in modo classico".
"All’inizio della ripresa il fattaccio del petardo. A partita ricominciata, c’è stato un altro botto, con sprezzo di quanto successo poco prima e con Chivu furioso a bordo campo. Ci auguriamo che le indagini circoscrivano il fatto a gesto isolato di un folle e che dietro non ci sia una strategia. La ripresa è scivolata via senza sussulti, a parte il palo di Zerbin, il cui tiro, all’84’ avrebbe potuto riaprire il risultato. Più che altro il gol della Cremonese avrebbe negato all’Inter il dodicesimo “clean sheet” nell’attuale Serie A. In 12 giornate su 23 il portiere dell’Inter non ha subito gol, 11 Sommer e una Martinez. Così si vincono gli scudetti, con la porta blindata e con il miglior attacco del campionato, 52 reti in 23 partite, alla media di 2,2 per giornata. Nessuno ha una tale capacità offensiva".
(Gazzetta dello Sport)
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