"Qui la questione – o proprio il problema, se vogliamo – è l’inefficienza fisica. Gli 8 gol in campionato lo rendono il secondo miglior marcatore stagionale alle spalle di Lautaro e già questo lo colloca in una sorta di Olimpo nero e azzurro; tuttavia l’impiego a singhiozzo ha limitato tanto le potenzialità del centrocampo di Chivu. In totale il turco ha trascorso in infermeria quasi 70 giorni soltanto in questa stagione e ci si chiede cosa avrebbe potuto fare (di più e di meglio) questa Inter con un Calha al 100 per cento sempre o quasi; o comunque escluso per dinamiche di rotazioni anziché fisiche. Zielinski non l’ha fatto (e non lo fa) rimpiangere, ma il “what if” declinato al turco rimane".
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HENRIQUE
"Nessuno chiedeva un impatto monstre sulla squadra, in campionato o in Europa o in qualsiasi competizione. Però quel suo costo iniziale evidentemente ha livellato (troppo) le aspettative verso l’alto; poi il ruolo di alter ego di Dumfries ha fatto il resto e dai paragoni con l’olandese il brasiliano non ne è uscito proprio benissimo. È bastato rivedere Denzel dal primo minuto contro l’Atalanta – 125 giorni dopo l’ultima volta – per accertare di nuovo le distanze che al momento separano i due esterni della fascia destra: la spinta e i guizzi (entra anche lui nella rete di Pio del momentaneo 1-0 contro la Dea) sono ben diversi. E adesso il bilancio è quasi spietato. Ventitrè milioni di dubbi. Più due di bonus".
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