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Inter, dallo striscione di Thuram al panino di Barella: tutti i dettagli della festa nerazzurra
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I tifosi, ma anche i giocatori, aspettavano da giorni quel momento. Quale? Quello del pullman scoperto che da San Siro ha portato Chivu e la squadra in Duomo. Una marea nerazzurra ieri ha invaso Milano, circa 350 mila tifosi festanti hanno celebrato il double, scudetto e Coppa Italia. Il Corriere della Sera ripercorre la parata nerazzurra tra canti, balli e qualche striscione rivolto all'altra sponda del naviglio.
"Milano Mezza Milano che balla, l’altra metà che si gira dall’altra parte e non guarda. Sempre uguale ma in fondo diversa. La festa di una città che per una sera si scopre succursale di Woodstock, la gioia di un popolo, quello nerazzurro, che abbatte per un istante la distanza con i loro beniamini, i giocatori, sacerdoti di quella religione laica a cui hanno votato la fede del tifo. Il giorno più lungo dell’interismo comincia poco dopo le 19.20, quando i campioni d’Italia di Chivu si sfilano dall’abbraccio dei settantamila di San Siro e salgono sul pullman scoperto lungo il pasillo de honor di due ali di folla in delirio".
"È allora che l’aria intorno al Meazza si fa densa, tanto della nebbia dei fumogeni nerazzurri quanto della cappa dell’irriverenza che scende implacabile. Ritornello: «E chi non salta insieme a noi cos’è?». È un milanista, per tacer del resto. Oltre a saltare si spinge, in molti casi ci si arrampica, finanche sui rami degli alberi dell’Ippodromo, pur di guadagnare la miglior visuale possibile. Il pullman, dunque: è lui il centro di gravità dei ritmi della metropoli, procede a passo d’uomo, per percorrere i primi centocinquanta metri impiega un’ora. La folla è oceanica, a fine giornata per strada saranno 350 mila le persone scese in strada. C’è persino chi raccoglie gli avanzi del panino che Barella lancia in favor di popolo".
"Lautaro Martinez siede a cavalcioni sulle protezioni del pullman, ostende il trofeo e la bandiera argentina. Barella e Dimarco arringano la folla. Si brinda a birra e spritz, si balla sulle note del dj set a bordo. Marcus Thuram, meno diplomatico dei suoi colleghi, sventola uno stendardo su cui campeggia un ratto su sfondo rossonero. Pur indirizzato principalmente nei confronti dei cugini, il dileggio è comunque trasversale: uno striscione immortala Scott McTominay e Antonio Conte bardati alla moda di Pulcinella, la didascalia è impietosa: «Napoleta’, pensa alla mozzarella e lascia stare la tabella».
"Alle 23.15 i campioni arrivano in una piazza Duomo che nella tarda serata inizia a serrare gli accessi causa sovraffollamento con ventimila nerazzurri a ballare sulle note di «Siamo l’Inter», il cielo colorato da un caleidoscopio di fuochi d’artificio. Chivu e soci si affacciano dalle Terrazze, lo speaker fa l’appello della rosa. Mezza Milano risponde e balla. Fino all’alba".
(Corriere della Sera)
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