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Di Canio: “Conte era pesante, con Inzaghi più liberi. Così Chivu ha cambiato l’Inter”
Paolo Di Canio, su Sky, ha fatto una riflessione sugli ultimi anni dell'Inter, a cominciare da quando in panchina c'era Antonio Conte, l'allenatore che con il suo Napoli ha costretto i nerazzurri ad accontentarsi di un due a due nella serata in cui con tre punti si poteva allungare fino a +7 in classifica.
«All'Inter c'era Conte, ha iniziato lui, ha portato la sua mentalità con Marotta, irradia tutti, nel modus operandi, era pesante nel senso positivo, quotidianamente il senso del dovere, tutti a lavorare con fatica. Inzaghi libera un po' il giocatore, gli dà piacere ma meno fame, un po' più di bellezza, ma non quella fame di andarsi a prendere il risultato a tutti i costi».
«Possiamo dire che Chivuha portato non la mentalità di Conte, ma attraverso i principi di gioco con i quali obbliga i giocatori alla verticalità, alla velocità di esecuzione, a pressare altro, ad essere un ibrido dei due. Un po' come dicevamo di Thuram che era un po' Lukaku e un po' Dzeko. Sapeva un po' trattare la palla e avere un po' la fisicità, anche se non uguale al belga, ma era un po' tutte e due le cose. L'Inter ha ritrovato un po' tutti e due e lo ha dimostrato. Resta ancora qualche difetto. Sono più sul pezzo , è cambiato l'atteggiamento quotidiano in allenamento. Chivu non è Conte, ma con i principi di gioco porta anche giocatori come Barella ad aggredire di più, a recuperare più palloni e la posizione, prima giocava più solo con la palla", il discorso che ha fatto l'ex giocatore.
(Fonte: SS24)
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