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Italia, Esposito sarà il centravanti della rinascita. E l’Inter ha una certezza
La grande speranza del calcio italiano risponde al nome di Pio Esposito: l'attaccante classe 2005, dopo una prima stagione decisamente positiva con l'Inter, è andato a segno anche nelle ultime due amichevoli giocate dalla Nazionale dei giovani proposta dal ct ad interim Silvio Baldini, caricandosi sulle spalle la responsabilità di guidare un gruppo di esordienti dopo la batosta della sconfitta nel playoff contro la Bosnia che è costata la partecipazione al Mondiale.
SportWeek ripone grande fiducia in lui: "Oggi è facile urlare con tono autorevole che, sì, è nata l'Italia di Pio. Non solo per la qualità indiscutibile del soggetto, capace di infilarsi in classifiche realizzative da predestinato, ma anche per il ruolo di trait d'union che Esposito sta interpretando con naturalezza. [...] È proprio la sua maturità, riconosciuta da allenatori e compagni che ha frequentato nelle prime stagioni da professionista, un elemento che rafforza la sensazione: Esposito diventerà presto il centravanti della nostra speranza. Meglio, della nostra rinascita".
Speranza Italia
—"Parliamo di un attaccante speciale, che stuzzica i paragoni con i grandi colleghi del passato: qualcuno vede nella sua potenza i muscoli di Christian Vieri, qualcun altro la presenza in area di Luca Toni. Ma sono suggestioni un po' vuote che non stanno alterando il suo percorso di crescita.
[...] Lo shock dell'eliminazione dal Mondiale, per un giovanotto che frequentava le scuole elementari nell'anno dell'ultima partecipazione azzurra, lo ha momentaneamente privato del mix di spensieratezza e sfrontatezza che era stato il suo tratto distintivo nelle puntate precedenti. Sono però frenate quasi fisiologiche per i neoprofessionisti. E spesso non dipendono dal gusto per l'improvvisa popolarità ma dal lato oscuro della luna: il timore di non essere all'altezza. Pio comunque si è liberato in fretta delle paure e ha chiuso la stagione in crescendo, toccando la doppia cifra realizzativa (10 reti) con l'Inter e meritando per questo gli applausi del suo allenatore".
L'Inter non ha dubbi
—"Proprio per aver vissuto l'esperienza precedente, per aver toccato il dolore della sconfitta attraverso un tiro sballato, Pio è il perfetto interprete della nostra brama di rivalsa. Non gli manca proprio niente, sotto il profilo tattico o mentale. Certo, dovrà continuare la parabola crescente nell'Inter dove non è possibile applicare gli stessi princìpi progettuali. Nel club i rivali si chiamano Lautaro e Thuram, due che sembrano programmati per giocare insieme. Una difficoltà scivolosa o un ulteriore incentivo? Diciamo che è una sfida: tra le tante partite disponibili, nell'augurio di andare avanti in Champions, Esposito deve essere in grado di scavarsi lo spazio che nel giro di qualche mese, forse una stagione, può consegnargli il posto fisso.
Al decimo piano di Viale della Liberazione, negli uffici della società, nessuno dubita di questa evoluzione: il precariato terminerà. Tanto è vero che durante l'inverno l'Inter ha respinto le proposte arrivate da un paio di club inglesi stroncando sul nascere ogni conversazione".
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