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Maradona jr: “Conte tra i top 5 al mondo, Spalletti è un genio. Juve-Napoli…”
Intervenuto ai microfoni di Repubblica, Diego Armando Maradona jr ha parlato così in vista di Juventus-Napoli di oggi:
«Partita speciale? Lo era storicamente da sempre, poi dall’epoca di mio padre la rivalità è ancora cresciuta. Ci sono state tante fasi, è stata la Juventus ad avere nella maggior parte dei casi qualcosa in più, tranne che ai tempi di mio padre e nelle ultime stagioni, in cui ha comandato il Napoli. Mia figlia India ha compiuto sei anni e non ha ancora mai visto i bianconeri vincere al Maradona...».
Qual è il suo ricordo speciale dei duelli tra Juve e Napoli, Diego jr?
«Era il 22 aprile 2018 e avevo portato l’altro mio figlio maschio, Diego Mathias, nato da tre settimane, a conoscere il nonno in un albergo a Roma. Guardammo insieme la gara in tv, io e papà. Al gol di Koulibaly un boato, tre generazioni di Maradona in festa, ricordo che tremò anche la culla».
Tra Juve e Napoli non è mai solo calcio: lo pensa anche lei?
«Senza dubbio. La sfida di oggi ne è l’ennesima riprova. Luciano Spalletti sulla panchina della Juve e Antonio Conte su quella del Napoli: è difficile immaginare un incrocio di sentimenti più speciale di questo, al di là del valore eccezionale di entrambi gli allenatori. Alla guida dei bianconeri c’è un vero e proprio genio, il condottiero azzurro è invece uno dei cinque tecnici più bravi del mondo, secondo me».
Lei era molto legato a Spalletti, ai tempi di Napoli.
«Alleno pure io: ho fatto una grande un’esperienza in Spagna e ora sono vicino casa, al Portici. Con Luciano andai a cena, parlammo di calcio e di mio padre: imparai tanto e non dimenticherò mai quella serata. Luciano è una persona vera, schietta, onesta. È impossibile non andare d’accordo con lui».
Che effetto le fa vederlo sulla panchina della Juve?
«Brutto, da tifoso del Napoli non mi ha fatto piacere. Poi però mi sono reso conto che il calcio è cambiato, la professione si è evoluta. Vale anche per Conte, che ha allenato oltre alla Juventus pure l’Inter».
Ex a confronto, per chi dei due sarà più dura, psicologicamente?
«Conte a Torino ha fatto la storia, Luciano è legato a Napoli. Dura per entrambi, forse in modo diverso».
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