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L'addio alla Juve: cosa c'è stato dietro? Anche a questa domanda ha risposto il presidente dell'Inter, Beppe Marotta, nell'intervista a DAZN.
"La consapevolezza che la proprietà aveva voglia di dare un cambiamento alla struttura dei manager, ringiovanendola. Andrea Agnelli aveva acquisito esperienza e voleva un ruolo, in quel caso con stima reciproca le strade si sono divise. Ronaldo? Una leggenda metropolitana, non la condividevo al massimo, ma in modo spontaneo di confronto con presidente e società. Non era una cosa di litigiosità. È un grandissimo campione ma ritenevo fosse una operazione troppo grande per noi. Fa parte dei ruoli, il presidente ha fatto la sua scelta e io mi sono accodato. Chiaro che ricordo quel sabato, era un giorno di tristezza dopo 8 anni bellissimi. Poi io sono fortunato e coraggioso, ero sicuro si sarebbe aperto un portone.
E nel giro di 24 ore è arrivata la chiamata di Zhang. Talmente in modo strano, non avevo il suo numero, pensavo fosse uno scherzo. Chiesi a Cairo, che aveva un rapporto con lui, se era il suo numero. L'ho poi richiamato e ci siamo visti il lunedì, qualche giorno dopo".
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