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Malu Mpasinkatu, dirigente sportivo, è intervenuto su Radio Tutto Napoli. Qui alcune delle sue considerazioni:
Come vedi questo Napoli di fine stagione? Lo vedi già proiettato alla prossima stagione e soprattutto ancora con Antonio Conte in panchina? "Anzitutto peccato per l’infortunio di Vergara, perché non meritava di fermarsi proprio nel momento in cui era in forma. Gli auguro una pronta guarigione. Detto questo, per uno che si infortuna nel Napoli di Antonio Conte ci sono i big che stanno rientrando, e questo per la volata finale decisiva per blindare il posto in Champions è fondamentale. Ritrovare giocatori come De Bruyne, Lukaku e Anguissa vuol dire avere calciatori che possono e devono fare la differenza".
Facciamo un passo indietro e parliamo della Champions: l’Atalanta eliminata pesantemente dal Bayern. Come giudichi questa serata e più in generale il momento del calcio italiano in Europa? "Io farei un discorso più ampio. Se l’Atalanta, che è una società seria e che lavora bene, rimane l’unica rappresentante del calcio italiano in Champions, allora bisogna chiedersi perché le altre squadre sono state eliminate prima. Il Napoli, la Juventus e l’Inter sono uscite in modo pesante. La Juventus con il Galatasaray, l’Inter con il Bodø/Glimt quando nessuno si aspettava una cosa del genere. In questo momento, e lo dico con dispiacere, il calcio italiano resta una grande realtà per storia e blasone, ma a livello tecnico siamo un passo indietro rispetto ad altre realtà europee. L’Atalanta ieri ha affrontato una delle squadre più forti del mondo. Per battere club come Bayern o Barcellona devi andare oltre le tue potenzialità, come fece l’Inter quando riuscì a eliminarle".
Palladino ha sbagliato qualcosa nella partita contro il Bayern? "Palladino è un allenatore bravissimo, lo conosco da tanti anni. È uno dei tecnici giovani più interessanti che abbiamo. Però ieri ha pagato lo scotto dell’inesperienza. Quando ho visto Olise sulla fascia contro Bernasconi ho pensato subito che sarebbe stata una serata complicata. Contro certi giocatori non basta l’uno contro uno: devi fare le gabbie, avere sempre il secondo e il terzo uomo pronti al raddoppio. È una lezione che gli servirà per crescere".
In Serie A gioca un fenomeno come Kevin De Bruyne. Vedremo il vero De Bruyne nel finale di stagione con il Napoli? "Bisognerà vedere come verranno assorbiti i problemi fisici. Però anche un De Bruyne non al cento per cento in Serie A fa la differenza. Lo ha dimostrato nelle partite in cui ha giocato: magari non vedremo il De Bruyne del Manchester City, ma anche la sua versione “italiana” è un giocatore che sposta gli equilibri".
Guardando al futuro: come deve muoversi il Napoli per tornare a lottare per lo scudetto? Serve una rivoluzione oppure continuità? "Prima di tutto bisognerà capire quali sono gli stimoli di Conte. Se sente di aver esaurito il suo ciclo è giusto separarsi, se invece sente di poter dare ancora qualcosa allora si può pensare a ripartire per vincere lo scudetto e fare bene in Champions League. Il Napoli ha tanti giocatori forti, ma anche diversi oltre i trent’anni: Lukaku, De Bruyne, Anguissa. Bisognerà capire se sono ancora motivati o se qualcuno vorrà cambiare".
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