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Pasinato: “Beccalossi il miglior giocatore con cui ho giocato. Calcio italiano? Ho visto cose…”
Intervistato da Il Gazzettino, Giancarlo Pasinato ha parlato del suo rapporto con Evaristo Beccalossi. "È stato il miglior giocatore con cui ho giocato, un campione che parlava con la palla, destro-sinistro-centro non aveva segreti. Il primo che ha fatto due gol su punizione dal limite battendo una volta col destro e la seconda col sinistro. Quando ti voleva saltare, da una parte o dall'altra ti saltava. Più le prendeva, e allora si marcava a uomo, e più giocava. Lui diceva "Sono Evaristo scusate se insisto", forse lo aveva inventato quando segnò due gol nel derby. Ti faceva innamorare del calcio. La gente veniva a Milano da ogni parte del Veneto e non diceva vado a vedere l'Inter, diceva vado a vedere Beccalossi. Certo, non gli piaceva lavorare, Graziano Bini negli spogliatoi gli domandava: "Becca, oggi giochiamo in 12 o giochiamo in 10?". Ci chiedeva ancora come avevamo fatto a sopportarlo".
L'ex giocatore parla poi del calcio italiano di oggi: "L'Italia è sempre stata una nazione da contropiede, gli allenatori dovrebbero cambiare modo di vedere le cose. Guardate cosa succede, rispetto ai tempi miei una squadra di bassa classifica raramente batteva una grande, ci voleva proprio il "clamoroso al Cibali" di quando il Catania battè l'Inter. Adesso va di moda palla indietro, nessuno osa più palla lunga e pedalare. Perché l'anno scorso tutte e tre le squadre italiane sono andate in finale nelle Coppe e quest'anno nemmeno una? Si deve dare più spazio ai giovani, bisogna farli giocare e non trattarli come giovani a 22 anni!".
"Quanto al fatto che gli italiani sono pochi nelle formazioni, la Federazione deve subito decidere contro tutto e contro tutti: per esempio, le società possono avere sino a 16 stranieri, gli altri tutti italiani. Per il problema del ct della Nazionale, io vedo bene uno come Ranieri. Bisogna avere coraggio, incominciare dal basso. Ho fatto per 25 anni l'allenatore dei piccoli, nei settori giovanili di certe società ho visto cose impressionanti: bambini di 7 anni costretti a corse e riscaldamento come adulti. Non ci deve essere il risultato in mezzo, ci deve essere il divertimento, lo sport. E i genitori devono stare da una parte".
(Il Gazzettino)
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