01:03 min
fcinter1908 ultimora Repice: “Out Lautaro? Attaccanti Inter di livello superiore alle rivali. In Champions…”

ultimora

Repice: “Out Lautaro? Attaccanti Inter di livello superiore alle rivali. In Champions…”

Daniele Vitiello
Daniele Vitiello Redattore/inviato 
Le considerazioni del noto radiocronista a proposito di alcuni temi d'attualità nell'ultimo intervento sul campionato

Francesco Repice, voce storica di Radio Rai, è intervenuto nel corso di 'Cronache Azzurre', trasmissione su Radio Tutto Napoli: “Tre ko su tre in Champions? È un momento molto complicato. Se dovesse andare male anche l’approccio agli ottavi, rischieremmo un record che non si vede da tantissimo tempo. In Europa si fatica: in Champions le nostre sono in difficoltà e anche in Europa League solo la Roma è arrivata agli ottavi senza passare dagli spareggi. Guardando ai ritorni, seguendo la logica, quella che ha più probabilità di farcela è l’Inter. Le altre dovranno fare un’impresa vera”.

Da dove nasce questo divario, anche rispetto a Spagna, Germania e Francia?

“Il gap economico con la Premier è evidente, lì c’è una quantità di soldi diversa. Ma il problema è che siamo arretrati anche rispetto a Spagna, Germania e Francia e lì qualche domanda devi fartela. Io una risposta ce l’ho, ed è legata alla formazione”.

In che senso?

“Tempo fa ho ascoltato un’intervista di Alessandro Nesta che mi ha colpito. Diceva una cosa semplice: gli istruttori che formano i bambini vengono pagati pochissimo. Per guadagnare qualche euro in più devono vincere tornei e campionati giovanili, e allora cosa succede? Mettono in campo i più prestanti fisicamente, quelli che ti fanno vincere subito, e finiscono per trascurare i più talentuosi ma meno ‘pronti’ sul piano fisico. Il problema è che a quell’età vincere non conta nulla: conta formare calciatori, costruire tecnica, letture, crescita individuale. Se inverti le priorità, poi paghi il conto”.

Quindi il problema non è solo “ci sono troppi stranieri”?

“No, non può essere ridotto a quello. C’è la libera circolazione e in tanti Paesi si è costruita ricchezza sportiva anche grazie a seconde e terze generazioni. Il punto è la qualità del lavoro di base: come formi i calciatori, come li accompagni. E invece spesso ci ritroviamo con giocatori che faticano nelle cose semplici”.

Passiamo ad Atalanta-Napoli: l’Atalanta arriva dalla sconfitta con il Borussia Dortmund. Che partita ti aspetti?

“È una partita molto delicata. Io non credo che l’Atalanta abbia messo tutta la stagione sulla Champions, ma quando vai a giocare al Westfalenstadion e hai anche i tuoi tifosi al seguito, non puoi non andare a mille. Lì vuoi correre e lottare su ogni pallone. Detto questo, l’Atalanta, per quantità, non ha un organico tale da giocare tre competizioni allo stesso livello”.

E in campionato?

“In campionato è diverso. L’Atalanta, secondo me, ha qualità superiore a molte squadre che le stanno davanti. Il Napoli deve stare molto attento: a Bergamo non è mai una partita normale”.

A proposito di Inter: la sconfitta col Bodø/Glimt e l’infortunio di Lautaro possono incrinare certezze?

“Quel campo e quella squadra sono difficili per chiunque: anche club di primissimo livello hanno sofferto lì. Il calcio norvegese è in evoluzione e si vede. Sull’infortunio di Lautaro, però, l’Inter ha comunque attaccanti di livello superiore rispetto alle altre rivali. Per me resta la favorita per il titolo, senza tentennamenti”.

Come valuti invece la stagione del Napoli, al netto dei tantissimi infortuni?

“Gli infortuni non sono un ‘al netto’: sono parte integrante della stagione, e in questo caso sono stati dirimenti. Togli a una squadra di vertice cinque, sei, sette giocatori di quel livello e voglio vedere chi resta uguale. Poi possiamo discutere cause e motivazioni, ma il quadro è quello”.