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Riforma dei campionati, la richiesta delle big di scendere da 20 a 18. E sui diritti tv…
Da almeno trent’anni nel calcio italiano viene annunciata la riforma che viene definita come inevitabile. Eppure, a oggi, resta incompiuta. È la nuova sfida cui dovrà farsi carico il nuovo presidente della Figc che con ogni probabilità sarà Malagò.
"La madre di tutte le riforme è l’orizzonte che per 30 anni i presidenti federali hanno inseguito senza successo e che la nuova Figc dovrà porsi: i nuovi format dei campionati. Una sfida colossale alla luce dei veti incrociati e dell’autonomia rafforzata, in particolare della Serie A. La tematica è scivolosa (soprattutto durante le elezioni) e, non a caso, siamo lontani dalle 17 bozze presentate da Gravina in vari momenti del suo percorso. Eppure delle trattative sono in corso, soprattutto perché le big della Serie A - quelle che più di tutte hanno voluto Malagò - vorrebbero forzare la mano e provare a scendere da 20 a 18. «Sarebbe la soluzione migliore - ha detto il candidato - ma le squadre che lottano per salvarsi non sono d’accordo. Bisogna tirar fuori il coniglio dal cilindro».

"Persino Gravina, che stravinse col 98,7% di voti, andrò a sbattere contro il muro del corporativismo. In qualsiasi caso, una riforma dei campionati andrà fatta. A chiederlo è anche l’opinione pubblica. I grandi club pensano che dividere la torta dei ricavi in meno fette possa essere funzionale vista la crisi dei diritti tv. Il calendario internazionale, inoltre, è più che ingolfato e 4 gare in meno di campionato sarebbero una manna dal cielo per Inter, Milan, Juve, Napoli, Roma e Atalanta, solo per citarne alcune. Ma Malagò, che oggi si sente «come una persona chiamata da soggetti compatti come mai prima nella storia del calcio», non può rischiare di spaccare la categoria".
(Corriere dello Sport)
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