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fcinter1908 ultimora Ronaldo: “Via dall’Inter per Cuper. Allenamenti senza senso: come riscaldamento…”

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Ronaldo: “Via dall’Inter per Cuper. Allenamenti senza senso: come riscaldamento…”

Fabio Alampi Redattore 
Il Fenomeno non risparmia una critica al suo ex allenatore, motivo principale del suo addio ai nerazzurri nel 2002

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Tra le leggende del calcio intervenute all'interno del podcast "Futebol Legends" c'è anche Ronaldo. Il Fenomeno ha ricordato anche il momento del suo addio all'Inter, dovuto anche - se non soprattutto - al cattivo rapporto con Hector Cuper, ai tempi allenatore nerazzurro: "Oggi c'è una grande cura della preparazione fisica, ai nostri tempi l'impressione è che tutto fosse più artigianale e non fossimo supportati al meglio in questo, che ci accorciasse la carriera. Abbiamo avuto lesioni gravi, oggi tutti si allenano in maniera specifica, in base alle caratteristiche di ognuno. All'Inter il nostro allenatore era Cuper: facevamo tre chilometri di corsa solo come riscaldamento. Qual era il senso?".

"Il malore prima della finale del Mondiale '98? Stavo combattendo contro il fantasma di una crisi epilettica che mi aveva colto di sorpresa, e avevo un desiderio immenso di giocare. Quindi, dovevo dimostrare di poter giocare. Sono corso in ospedale per fare gli esami necessari, per assicurarmi di poter giocare in sicurezza e non morire lì sul campo, capisci? La pressione sui calci di rigore? Ricordo la semifinale del Mondiale '98 contro l'Olanda: ricordo perfettamente, fu terribile: non so perchè, ma Zagallo mi mise come primo rigorista, avevo 20 anni... Mi ritrovo Van Der Sar, aveva 32 metri di braccia: nessuno ti prepara a una situazione simile, è disumano".

"Ho subito un intervento al ginocchio circa dieci volte. A 17 anni, al PSV, ho subito il primo intervento per il morbo di Osgood-Schlatter: una malformazione ossea qui sotto il ginocchio che fa un male cane. E poi ne ho subiti altri nove. La rottura del tendine rotuleo è stata terrificante perché non avevo mai ricevuto trattamenti simili in passato, non sapevamo che strada prendere. Tuttavia, avevo una forte convinzione di voler tornare a giocare. Ma non tornerei indietro per annullare tutto ciò che ho fatto, perchè anche grazie agli infortuni sono migliorato moltissimo".