fcinter1908 ultimora Sacchi: “L’Inter si è buttata nella prima fase. Qualche domanda bisogna porsela”

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Sacchi: “L’Inter si è buttata nella prima fase. Qualche domanda bisogna porsela”

Fabio Alampi Redattore 
L'ex ct della Nazionale ha analizzato l'eliminazione dei nerazzurri dalla Champions League per mano del Bodo/Glimt

Arrigo Sacchi, nel suo editoriale per La Gazzetta dello Sport, ha analizzato l'eliminazione dell'Inter dalla Champions League per mano del Bodo/Glimt: "Avevo puntato molte fiches sull’Inter. Credevo che potesse superare il turno per almeno tre motivi: 1) la superiorità tecnica rispetto agli avversari, che all’andata avevano sfruttato il fattore-campo (sintetico) e l’ambiente polare per gelare i nerazzurri; 2) il buon momento che sta attraversando la squadra di Chivu come dimostra il vantaggio in classifica in campionato (+10 sul Milan che è secondo); 3) la spinta del pubblico di San Siro che, in certe serate, è davvero un altro giocatore. Invece tutte queste ragioni, ispirate dalla logica e non soltanto dal tifo per una squadra italiana, sono andate a farsi benedire".

"Nel calcio, a fare la differenza sono spesso i dettagli. Prendete il primo tempo: l’Inter ha avuto diverse occasioni per segnare e se avesse chiuso in vantaggio prima dell’intervallo nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Poi, pochi minuti dopo l’inizio della ripresa, ecco il gol del Bodo. Che nessuno si aspettava, perché era la prima vera occasione che capitava ai norvegesi. Certo, l’errore di Akanji è stato evidente e a questi livelli non ci si possono concedere simili leggerezze, però bisogna essere onesti: l’Inter non meritava di andare sotto. Poi, è logico, lo svantaggio ha annebbiato le idee e imprigionato i muscoli dei nerazzurri".

"Io resto dell’idea che l’Inter si sia buttata nella prima fase, quando dopo una serie di 4 vittorie consecutive si è complicata la vita perdendo 3 scontri di fila e guadagnandosi il playoff solo all’ultimo turno. Andava gestito meglio il vantaggio accumulato all’inizio. Resta il fatto che la squadra più forte d’Italia è stata eliminata da una norvegese: sarà anche che il calcio contemporaneo si è livellato (verso il basso), ma qualche domanda bisogna porsela. Ora ai nerazzurri resta il vantaggio di 10 punti da difendere per arrivare allo scudetto. Non pare un’impresa particolarmente impegnativa, visto anche il cammino di chi insegue, però l’amarezza per questa eliminazione rischia di compromettere il resto del percorso".