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Vocalelli: “Pio Esposito come Yamal: rendimento da record. Chivu garanzia, è attento a…”
Alessandro Vocalelli, giornalista e opinionista, ha parlato della Nazionale e dei talenti azzurri nell’editoriale pubblicato sul sito de’ La Gazzetta dello Sport. In primo piano c’è Pio Esposito, il talento più cristallino dell’Italia in questo momento, come sottolinea lo stesso Vocalelli.
“Il Mondiale è partito con il suo carico di promesse. Anche nel senso più poetico del termine: giovani calciatori a caccia di successo e di gloria personale”.
Il focus è sulle giovani stelle:
“Al debutto si è visto subito di cosa stiamo parlando, con il messicano Gilberto Mora che si è preso la scena e i primi applausi. Lui, diciassette anni, è tra le stelle più luminose di un torneo, naturalmente dominato da questo punto di vista dal genio e dalla classe di Yamal. Che a diciannove anni, va a caccia del titolo mondiale”.
Nonostante la mancata qualificazione, l’Italia può godersi i suoi talenti:
“È vero che gli azzurri sono fuori, ed è stata un’altra terribile delusione, ma è altrettanto vero che anche da noi ci sono talenti a caccia di una consacrazione definitiva”.
I fari sono puntati su Pio Esposito, il centravanti del presente e del futuro della Nazionale:
“Il discorso è tagliato su misura per Pio Esposito che tra due settimane compirà 21 anni - rispetto a quelli che abbiamo citato è dunque parecchio più… maturo - e vuole il giusto spazio. A quell’età, in giro per il mondo, chi è bravo è già un punto di riferimento, perché l’unica cosa che conta veramente è la qualità. Essere giovani non è un lasciapassare per la gloria: devi dimostrare di essere già competitivo. Così come essere avanti con l’età, visto Modric?, non vuol dire che bisogna mettersi da parte. Insomma, come dicevamo, l’unica vera discriminante è la cifra individuale. E da questo punto di vista Pio Esposito è già una garanzia. Ha fatto bene, anzi benissimo in Serie B, ha dimostrato di quello che è capace in una grande squadra come l’Inter, si è ripetuto in Nazionale. In nerazzurro ha firmato sette reti in campionato, apparentemente in 35 partite, ma in verità solo presenze. E’ andato infatti in campo per 1561 minuti, come dire diciassette gare: fate adesso la media-gol e scoprirete che il rendimento è di primissimo ordine. Così come in azzurro: nove apparizioni e cinque reti, roba già da record per un debuttante. Numeri che sono lì a testimoniare la sua forza e a garantire un futuro importante a tutti i livelli: il prossimo commissario tecnico, chiunque sarà, non potrà che pensare a lui come centravanti per il presente e per il futuro”.
Vocalelli evidenzia l’importanza dello spazio nel club per i giovani come Pio Esposito:
“Quando si impostano i programmi bisogna sapere guardare avanti, come insegnano altri Paesi e come ci ripetiamo spesso. Per far questo però sarà indispensabile dargli ancora più spazio nel suo club. Chivu ha dimostrato di essere non solo un ottimo allenatore ma anche - lui ha fatto tutta la trafila con le giovanili - un uomo attento a certe dinamiche. E dunque una garanzia. Ed è da qui che bisogna ripartire: dalla voglia di dare a Esposito sempre più opportunità. Ad esempio immaginando, almeno in un certo numero di partite, un attacco stallare, con un tridente formato da Lautaro, Thuram e lo stesso Pio. Troppo sbilanciato? Forse, ma lo scorso anno si era pensato a Lookman: certo, caratteristiche differenti, ma la voglia - evidentemente - di dare alla squadra un assetto ancora più spregiudicato, qualcuno direbbe più Europeo. Serve al nerazzurro, in chiave Champions. E serve all’azzurro, in chiave Mondiale. Perché noi non partecipiamo, ma con la testa siamo proiettati - speriamo - alla rivincita”.
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