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fcinter1908 ultimora Zazzaroni: “Il calcio italiano e le solite balle. Panchina di Chivu stabile. Se Michael Jordan…”

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Zazzaroni: “Il calcio italiano e le solite balle. Panchina di Chivu stabile. Se Michael Jordan…”

Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 
Nel suo commento sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni ha fatto il punto sulle panchine delle squadre di Serie A

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Nel suo commento sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni ha fatto il punto sulle panchine delle squadre di Serie A. Tanti allenatori cambieranno squadra la prossima stagione.

"Conta la programmazione tecnica. Oh yes. Estate. Dice il mister-tipo che si chiama così perché il suo destino è perennemente avvolto nel mistero: «Scelgo la squadra sulla base di ciò che mi propongono i dirigenti, non mi piace firmare al buio. I soldi contano il giusto». Risponde il presidente-tipo: «Il mio allenatore deve condividere in toto il progetto e le ambizioni della società, abbiamo intenzione di andare avanti con lui per tre, quattro anni». 

 

"Le solite balle. Di stabile, di fermo, di definitivo nel calcio italiano vi è solo la mancanza di questi tre caratteri. Fine maggio 2026, le sorprese stanno a zero. Conte, dopo due stagioni, dà l’addio al Napoli e Sarri, primo anno alla Lazio dopo il rientro, sceglie l’Atalanta. Italiano, secondo al Bologna, vuole capire se, quando e come si svilupperà il giro delle panchine; Paratici (Fiorentina) non sa ancora se dare fiducia a Vanoli - a Firenze da inizio novembre - oppure puntare su Grosso che lascia Sassuolo dopo appena dodici mesi". 

"Palladino, che l’11 novembre ha firmato per i Percassi, sta chiudendo la breve esperienza a Bergamo. D’Aversa, da febbraio al Toro, rischia di non essere confermato. Il futuro di Spalletti alla Juve potrebbe complicarsi domenica sera (anche se fatico a crederci), così come quello di Allegri al Milan, primo anno del secondo ciclo. Un triciclo senza le ruote. Cuesta, 31 anni a luglio, non è sicuro di restare a Parma. I tecnici di Lecce e Cremonese sono legati all’ultima, Pisa molla Hiljemark dopo soli 4 mesi, Cagliari non si sa e Verona nemmeno".

"Le panchine stabili sono quelle di Chivu, scudetto e coppa Italia, Gasperini, probabile Champions, Fabregas, prima storica qualificazione in Europa, e Genoa, salvezza comoda e meritata. Sempre che De Rossi non decida di partire per altri lidi. Non quello di Ostia". 

"Il bel calcio senza il risultato non garantisce la continuità, il risultato senza il bel calcio sì, spesso. Se poi uno riesce a portare a casa qualcosa giocando benone, rinnova che è una meraviglia. Fino alla successiva caduta.  Chi invoca lo spettacolo trascurando i vuoti di cassa e altre necessità societarie dovrebbe fare un giro su una panchina italiana col presidente che non ha i soldi per fare mercato, figuriamoci le idee, e con i tifosi che esercitano le pressioni comprese nel cuore, nel biglietto e nell’abbonamento. Fallire un obiettivo non è più consentito. Se Michael Jordan non avesse giocato a basket ma allenato in Italia non avrebbe mai potuto dire: »Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento palloni, ventisei volte i miei compagni di squadra mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte, molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto». Se avesse lavorato da noi avrebbe probabilmente pronunciato questa frase: «Ho fallito molte, molte volte. Ed è per questo che da qualche anno faccio i podcast». 

(Corriere dello Sport)