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Arrivano direttamente dalla Cina novità circa Zhang Jindong, ex proprietario dell’Inter attraverso il gruppo Suning, che ha gestito il club nerazzurro dal 2016 al 2024.
Secondo le indiscrezioni rimbalzate negli ultimi giorni e diffuse dal portale Sina Finance, a causa di una serie di investimenti nel gruppo Evergande non andati a buon fine, Zhang ha perso circa 31 milioni di euro, ripianando i debiti attraverso le azioni del gruppo Suning, società affiliate e beni personali.
Il sito riferisce che si tratta del primo caso in Cina di un imprenditore a cui viene azzerato il patrimonio dopo aver fondato una società privata e dopo il trasferimento ad un trust. Il percorso di Zhang Jindong è iniziato nel 1990 e ha toccato il su apice nel 2004, quando la società è diventata la prima catena di elettrodomestici quotata alla Borsa di Shenzhen in Cina.
Il piano di ripianamento del debito è stato confermato lo scorso 26 febbraio dal Tribunale di Nanchino: i beni sono stati confiscati a Zhang Jindong e rivenduti attraverso aste giudiziarie o trasferimenti. Così l’ex patron dell’Inter è stato privato del patrimonio personale.
Stando a quanto riferiscono i media cinesi, Zhang Jindong ha preferito ripagare il debito con le sue attività piuttosto di optare per la liquidazione fallimentare, che avrebbe lasciato a mani vuote investitori e fornitori.
Nonostante non sia più di sua proprietà, Zhang ora ha la possibilità di nominare cinque membri nel consiglio di amministrazione del gruppo Suning ristrutturato e quattro nel consiglio di amministrazione della società Nanjing Zhongcheng, diritto che perderebbe in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi.
Al momento, pare che i creditori abbiano sospeso le azioni legali per il recupero della garanzia personale di Zhang Jindong, ma lo stop non è definitivo: queste riprenderanno nel caso in cui la gestione del trust non dovesse soddisfare le aspettative o la cessione degli asset non dovesse essere conforme agli standard.
(Fonti: Sina Finance, Epoch Times)
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