Dopo 28 anni finisce l'avventura del dirigente col club nerazzurro
VIDEO FCIN1908 / Ausilio è arrivato ad Appiano: oggi il saluto alla squadra
Le voci che si erano diffuse in tarda mattinata, hanno poi trovato l'ufficialità: Piero Ausilio non è più il direttore sportivo dell'Inter. Con un comunicato, il club nerazzurro ha confermato la separazione dal dirigente che all'Inter è rimasto per 28 anni. Repubblica svela i motivi di una separazione che da qualche tempo era nell'aria. "La trasformazione di un club che, dopo 116 anni di storia, è passato dall'ultimo patron, Steven Zhang, a un fondo di investimento, con le sue logiche, i suoi tempi e il budget al centro di ogni ragionamento. C'è soprattutto questo dietro al divorzio fra l'Inter e l'ormai ex direttore sportivo Piero Ausilio".
PAROLE PROFETICHE
"Ausilio era stato più esplicito il 29 giugno a Rimini, all'apertura del calciomercato: «Marotta, che ha fatto anche il ds tanti anni, è diventato più cattivello adesso da presidente. Un tempo era più dalla nostra parte. Fortunatamente è un tramite con la proprietà, che è un po' particolare. A volte si riesce bene, altre meno bene». Tradotto: è difficile farsi stanziare in tempi utili i soldi che servono per chiudere le operazioni di mercato. Poi, il punto centrale: «Io mi occupo dei rinnovi di calciatori e allenatori, ma il mio rinnovo sta ad altri. Sono a disposizione». Parole che oggi suonano profetiche".LA SVOLTA
"A sancire la separazione è stato infatti il mancato accordo sul rinnovo del contratto, in scadenza il 30 giugno 2027. A luglio la proprietà gli ha proposto un solo anno in più, troppo poco per Ausilio per lavorare con la necessaria progettualità. L'ex ds ne ha chiesti tre, ma martedì è arrivata la risposta negativa del fondo. A sostituirlo sarà Dario Baccin, fino a ieri suo vice"."Tutti i protagonisti della vicenda smentiscono che dietro l'addio ci siano il fastidio per la gestione del caso Palestra, corteggiato dall'Inter ma finito al Chelsea, o il protrarsi delle trattative per alcuni rinnovi. Per Marotta è stata «una separazione consensuale. Siamo arrivati a questa conclusione in modo molto amichevole». Convinto che dall'Inter sarebbe arrivato un rinnovo triennale, nell'ultimo anno Ausilio aveva rifiutato offerte di club europei e arabi, fra cui l'Al-Hilal di Simone Inzaghi. Ora è libero di scegliere il proprio futuro. La svolta arriva dopo un altro mercato di qualità, chiuso con Stones, Spence e Jones. Ma non è bastato a proseguire un rapporto nato con Moratti e che ha attraversato le proprietà Thohir, Zhang e Oaktree".
(Repubblica)
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