Sul proprio profilo X, Fabrizio Biasin ha risposto ad alcune domande sul mercato dell'Inter e sulle mosse dei nerazzurri in entrata
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Sul proprio profilo X, Fabrizio Biasin ha risposto ad alcune domande sul mercato dell'Inter e sulle mosse dei nerazzurri in entrata, che non hanno soddisfatto molti tifosi. Ecco le parole del giornalista:
"Rispondo ad alcune delle domande/considerazioni ricorrenti che mi arrivano e affollano l’etere in questi straordinari giorni di (non) mercato.
“PERCHÉ L’INTER NON HA ANCORA PRESO L’ESTERNO?”
Perché non lo hanno ancora individuato. Avevano certezze su Palestra, poi su Khalaili. Entrambi convincevano al 100%. Ora ci sono profili che possono più o meno piacere, ma nessuno che convinca al 100%. Quando troveranno il giocatore ideale faranno il possibile per prenderlo, che costi 40 milioni o 4 mila lire.
“E ALLORA LERCHE NON HANNO SPESO 40 MILIONI PER ROMERO?”
Perché quella è una casella occupata. Sull’esterno hai un’esigenza importante (coprire un buco, lo devi fare per forza), in difesa e a centrocampo sei al completo e puoi inserire nuovi giocatori solo e soltanto se riesci a liberare spazio.“E INFATTI IL PROBLEMA È CHE NON RIESCONO A VENDERE NESSUNO, DOVEVANO MUOVERSI PRIMA”
È così, si fatica a piazzare gli esuberi. Del resto basta guardare quello che accade in giro: tutte le squadre hanno giocatori da cedere, “muoversi prima” è una cosa bellissima da dire e difficile nella pratica. E sapete perché? Perché gli agenti son mica scemi: aspettano gli ultimi giorni di mercato per trovare condizioni a loro più favorevoli. Comandano i procuratori, pensa te che grande scoperta.“L’INTER VA AVANTI PERCHÉ CI SONO ANCORA I GIOCATORI COMPRATI 5-6 ANNI FA”
Come se fosse una brutta notizia. È esattamente così: la forza dell’Inter è data da un nucleo di giocatori di prima fascia che la società NON vende da ormai tanti anni nonostante le richieste (che ci sono eccome, molte nemmeno ve le raccontano). E non avrebbe venduto nemmeno Dumfries se non avesse avuto una clausola. A questi sta aggiungendo nuovi ragazzi (Bisseck, Sucic, Diouf, LH, Pio, Bonny, ora Stankovic…) che spera possano diventare “nuovi titolari” nel minor tempo possibile.“MA COSÌ NON SI VINCERÀ MAI LA CHAMPIONS LEAGUE”
Ecco, se uno pensa che l’obiettivo sia “vincere la Champions” è bene che torni nel mondo reale: al giorno d’oggi solo un miracolo può far stare una squadra italiana al livello delle super potenze europee (le inglesi, le due spagnole, il Bayern e il Psg). L’Inter ha l’obbligo di “provarci” (ogni tesserato lo conferma quotidianamente) e certamente è tenuta a fare meglio dell’anno passato, ma per arrivare in fondo servono, appunto, “miracoli sportivi”.“SI DOVEVA SCAVARE IL SOLCO CON LE AVVERSARIE E INVECE SI È BUTTATA VIA L’OCCASIONE”
Detto che il mercato non è finito e bisognerebbe avere la pazienza di attendere, tocca rispondere a chi parla di “distanze da creare”: oh, l’Inter il suo piccolissimo solco lo ha già creato e pure da tanto tempo. Mica lo dico io, lo dicono gli altri, altrimenti ogni maledettissimo 1 settembre non verrebbe indicata da chiunque come “la più forte, deve vincere Scudetto e Coppe altrimenti è un fallimento”.“SÌ MA BISOGNA SPENDERE”.
Ecco, la verità è che troppi confondono il concetto di “costruzione della squadra” con quello di “spesa”. Se Stones fosse costato 30 milioni molti sarebbero più contenti, invece è costato zero e quindi non va bene. Dovrebbe essere una ragionamento banale ma evidentemente non lo è: l’obiettivo non è “spendere più degli altri” o “vincere la battaglia a chi compra più giocatori”, ma avere una rosa che alla fine del mercato sia più competitiva rispetto a quella precedente. Ecco, a fine mercato vedremo se saranno stati bravi a fare questa cosa una volta ancora, oppure no.Se sei arrivato fino a qua ti ringrazio, sei un eroe. (E ora commenta pure con “tuttapposter pelato cacca e pipì”, so che vuoi farlo, non te ne farò una colpa).
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