Serenità, bel gioco e seconde chance: Inter, Conte sceglie una nuova strada per vincere

Il tecnico nerazzurro appare molto diverso rispetto alla scorsa stagione

di Fabio Alampi, @FabioAlampi
Antonio Conte, Getty Images

Il tanto chiacchierato chiarimento di Villa Bellini andato in scena a fine agosto tra i vertici tecnici e societari dell’Inter sembra aver restituito un Antonio Conte completamente nuovo: il tecnico nerazzurro, dopo i numerosi sfoghi dello scorso anno, sembra aver scelto la strada del basso profilo, proponendo nuove idee di gioco e valorizzando tutti gli elementi a disposizione. La Gazzetta dello Sport analizza i tre cambiamenti più evidenti del Conte 2.0.

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COMUNICAZIONE – “Il primo, il più visibile, forse quello che più «costa» fatica al tecnico dell’Inter: il modo di comunicare. Il basso profilo. I dribbling che neppure il suo compagno di vecchie battaglie Zidane. I sorrisi, invece degli sguardi corrucciati. […] È evidente come la linea imposta dal presidente Zhang, per contenere la crisi dovuta al Covid, abbia frenato alcuni inseguimenti, leggi quello arcinoto a Kanté, quelli a Emerson o a Marcos Alonso. E come pure la mancata cessione di Nainggolan abbia messo i bastoni tra le ruote all’ultimo intervento in direzione Moses. Ecco: l’altro Conte, quello «vecchio», quello del Barella/Sensi e ancora prima del Lukaku a tutti i costi, non avrebbe esitato a esprimere pubblicamente il suo pensiero. Il nuovo ha un approccio più morbido“.

BEL GIOCO – “La nuova missione della sua Inter 2.0 è la ricerca della bellezza. Intesa come desiderio di dominare la partita, di essere sempre propositivi in fase offensiva, non accontentarsi mai del minimo vantaggio ma continuare ad attaccare per cercare il gol attraverso il gioco, da fascia a fascia. […] Quest’anno, con
degli esterni super-offensivi come Hakimi, Perisic e Young, il lavoro sembra più agevole“.

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SECONDE CHANCE – “Il nuovo Conte, poi, sa tendere la mano a chi in passato lo ha deluso. Ricordate la sentenza su Perisic dopo il tour in Asia 2019? «Non può fare il ruolo che gli chiedo…». Ossia esterno a tutta fascia. Eppure un anno dopo – vuoi per volontà di non svendere un patrimonio del club reduce dal Triplete con il Bayern, o per necessità di avere una rosa ampia e all’altezza nonostante il mercato low cost – Antonio ha deciso di
dare una nuova chance all’esterno croato, titolare al debutto contro la Fiorentina e nel big match dell’Olimpico contro la Lazio. Skriniar, che era in partenza per motivi di cassa, s’è ritrovato vicecapitano. E nel derby guiderà Brozovic, eroe anti-Milan della passata stagione ma oggi non più intoccabile. Se a questi dovesse aggiungersi la scintilla di Eriksen, saremmo di fronte a un nuovo Big Bang“.

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