ESCLUSIVA Milanese: “Inter, sogno Messi vs CR7, roba da 60.000 abbonati. Conte resti”

ESCLUSIVA Milanese: “Inter, sogno Messi vs CR7, roba da 60.000 abbonati. Conte resti”

FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva l’ex laterale nerazzurro: “Lukaku è riuscito ad andare oltre le aspettative”

di Marco Macca, @macca_marco

L’Inter alla tedesca fa sognare. Dopo una stagione lunghissima, fatta di alti e bassi, di sfuriate, di grandi vittorie e qualche rovinosa caduta, i ragazzi di Antonio Conte sono in Germania, a giocarsi l’Europa League, con la concreta possibilità di portarsi a casa un trofeo internazionale che nella bacheca interista manca ormai da dieci anni. Merito di una squadra compatta, unita, feroce e determinata. Capace però al contempo di mettere in campo un gioco offensivo, gradevole, che traspare una mentalità vincente.

E, dopo la vittoria contro il Bayer Leverkusen nei quarti di finale, la mente torna subito alla Coppa UEFA 1997-98 vinta dai ragazzi di Gigi Simoni, trascinati dal Fenomeno. Nella rosa di quell’Inter c’era anche Mauro Milanese. FCInter1908.it lo ha intervistato per fare il punto sul momento e sui sogni nerazzurri.

Buongiorno Mauro. L’Inter vista in queste settimane può davvero vincere l’Europa League e portare il trofeo a Milano?
Ha la grande opportunità di portarsi a casa la Coppa, che non guasta mai. Le storie dei grandi club sono fatti di coppe conquistate, di trofei in bacheca. Danno prestigio a una società. Senza contare che darebbe la chance di giocare da protagonista (in prima fascia ai sorteggi, ndr) la Champions League. Darebbe alla stagione tutto un altro volto, significherebbe essere andati oltre le aspettative. Prendere la Juventus era un compito arduo. I bianconeri in questi anni, andando spesso molto avanti in Champions, sono riusciti a incassare molto, permettendosi poi campioni del calibro prima di Higuain e poi di Cristiano Ronaldo. Questo gap fa sì che la Juve sia sempre la favorita ogni anno, perché può spendere di più.

Fra i grandi protagonisti della squadra di Conte anche Romelu Lukaku, vero trascinatore dentro e fuori dal campo e arrivato a 31 gol stagionali, a meno 3 da Ronaldo in quel 1997-98. E’ già uno degli attaccanti più forti della storia nerazzurra?
Sicuramente sì, anche perché ha una fisicità diversa dagli altri. E’ più spettacolare il numero 10 piccolino che fa dei numeri nello stretto e grandi giocate, ma lui è fortissimo. Servirlo in area spalle alla porta vuol dire o gol o assist per un compagno. Fa tante cose in 90 minuti oltre a segnare. E avrebbe potuto segnare anche di più, se avesse tirato tutti i rigori. Fare così bene al primo anno in Italia è sempre difficile. Ricordo negli anni campioni come Platini, Zidane. Al primo anno si fa sempre fatica, tranne Ronaldo che sorprese tutti, anche se fece benissimo anche al primo anno al PSV e al Barcellona. Il Fenomeno si inserì subito benissimo. Lukaku ha forza, progressione, un gran tiro di sinistro. E’ riuscito ad andare oltre le aspettative, sfruttando tutte le sue qualità.

Lei che ha giocato con il Fenomeno, anche se con le dovute proporzioni, vede dei punti di contatto anche nel ruolo che stanno assumendo all’interno della squadra?
Ronaldo fece tantissimi gol in campionato, poi vinse una Coppa UEFA praticamente da solo. Ricordiamo le reti a Mosca, in finale contro la Lazio. Fece tantissimo. Era più spettacolare, era un 10 e un 9 insieme. Abbinava la qualità di un 10 alla potenza di un 9. Era come un Ronaldinho e un Romario insieme, diverso dagli altri. Se lo chiamano il Fenomeno, ci sarà un motivo.

Lei era nella rosa dell’Inter 1997-98 e, anche se non poteva scendere in campo, fu parte di quella straordinaria squadra che a Parigi si portò a casa la Coppa UEFA. Ci racconta l’atmosfera di quei mesi? Come si vince un trofeo così difficile?
Non potevo giocare, dato che arrivai a gennaio dopo aver giocato in Champions League con il Parma. Ma volli stare sempre vicino alla squadra, andando in trasferta con i compagni e respirando l’atmosfera di quello spogliatoio. C’è il rimpianto di non aver potuto giocare. In quella squadra c’erano delle icone incredibili: Zanetti, Pagliuca, Bergomi, Djorkaeff, Zamorano, Moriero, Simeone, Winter. Senza contare poi quelli che arrivarono dopo, tra cui il giovane Pirlo. C’era una difesa molto determinata che permetteva di giocare un calcio molto offensivo. Spesso giocavamo con un ‘7’ come Moriero, un trequartista come Djorkaeff più Zamorano e Ronaldo, con Simeone che si inseriva. Avevamo tante armi davanti, tante frecce. C’era Gigi Simoni che pensava sempre con grande equilibrio a una squadra che potesse prendere pochi gol e al contempo dare tanto spettacolo. Ricordo tantissime partite in cui abbiamo fatto anche 5-6 gol.

Ci sono stati dei momenti difficili durante la stagione, ma ora la squadra ha infilato 5 vittorie consecutive con un solo gol subito. Conte ha trovato la quadra giusta per il presente e per il futuro?
Come al solito, ha sfruttato benissimo tutte le qualità dei giocatori a disposizione. Nonostante la sorpresa di Lukaku e Lautaro, che hanno fatto anche meglio del previsto, la squadra non era al livello della Juventus. In questa stagione anomala, sarebbe bello chiudere con la conquista di una coppa, che aumenta sempre la grandezza di un club. Sarebbe bello anche per i tifosi, che hanno già visto sfumare per poco lo scudetto.

Godin merita una menzione speciale, per come ha giocato, per la stagione non sempre facilissima e per le parole da leader dopo la partita. l’Inter dovrebbe puntare su di lui anche per il futuro?
Godin era già leader carismatico all’Atletico Madrid, un guerriero. Non avevo dubbi potesse ripetersi anche all’Inter. Ci sono alti e bassi di forma, di giocate e continuità, ma la sua forza è sempre stata la personalità.

Parliamo al grande terzino. L’Inter per l’anno prossimo si è già rinforzata a destra con Hakimi. A sinistra si parla tanto di Emerson Palmieri. Può essere lui l’uomo giusto?
Lo dirà il campo. Ma se Conte lo ha scelto, sarà il giocatore giusto. Nel suo gioco bisogna avere corsa, gambe, qualità abbinata alla predisposizione al sacrificio. Sulla fascia si fa un grande sforzo, con Conte ancora di più, perché lui sfrutta ogni singola energia di tutti.

Messi-Inter. Sogno impossibile?
A me piacerebbe molto, sarebbe molto bello. Sarebbe la ripetizione del trasferimento che ha portato Ronaldo all’Inter dal Barcellona. Ricordo 60 mila abbonati, poi bloccati perché altrimenti non ci sarebbero stati abbastanza biglietti per Inter Club e paganti. Tanti bambini che fino a quel momento si rasavano la testa solo in caso di pidocchi, hanno iniziato a tagliarsi i capelli a zero per seguire Ronaldo. Senza contare che, grazie a lui, cambiò anche lo sponsor, dato che passammo da Umbro a Nike per 10 anni. Certi campioni spostano anche le mode e gli interessi. Vedere Messi che si accende è qualcosa di bello per il calcio. Mi piacerebbe molto, garantirebbe una bella lotta con la Juventus il prossimo anno. Sarebbe bello vedere sfidarsi da una parte CR7 e dall’altra Messi.

Conoscendo il personaggio Conte, come giudica le sue parole dopo Atalanta-Inter? Crede che alla fine resterà a Milano?
Sappiamo tutti che lui dice quello che pensa. Se deve dire qualcosa, lo fa con schiettezza. Venendo all’Inter da personaggio juventino ha fatto una scelta molto forte. Queste parole mi sembrano un preparare una non conferma in nerazzurro, ma il mio sogno è vedere lui e Messi a Milano il prossimo anno.

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