Che sofferenza! Il Cesena già retrocesso ce la mette tutta per rovinare la giornata all'Inter ma alla fine i valori emergono. Merito di Stramaccioni che azzecca i cambi e di un gruppo eccezionale che non si abbatte mai neanche quando va in svantaggio. L'Inter è la squadra del campionato italiano che più volte è riuscita a ribaltare il risultato in questa stagione. Continua cosi la lunga lotta per il terzo posto con 270 minuti ancora da disputare.



ANTE-POST. Parte forte l'Inter nella prima frazione di gioco con i dati relativi al possesso palla che parlano da soli: 17 minuti per i nerazzurri e solo 8 per i cesenati. Stramaccioni è allenatore intelligente e sa che col passare dei minuti senza segnare, le cose potrebbero complicarsi e non poco. Il Cesena è ormai retrocesso matematicamente, ma il suo tecnico non ha intenzione di sfigurare davanti ai nemici nerazzurri, lui che ha il cuore rossonero. Ci provano tutti, da Pazzini a Guarin, da Nagatomo a Sneijder, ma Antonioli sembra essere in giornata di grazia. A 42 anni sforna una prestazione 'monstre', dimostrando di avere ancora tanto da dire nonostante l'avanzata età calcistica. Il primo tempo però finisce con le squadre ancora a reti inviolate.

Nella ripresa, il ritmo dell'Inter diventa più blando ma non mancano le opportunità offensive, con l'Inter che spingendosi troppo in avanti da facile adito ai contropiede bianconeri. Proprio da questi, derivano le due occasioni più limpide per il Cesena: una traversa di Iaquinta che tenta il tiro dal lato destro del lato corto dell'area di rigore, e il gol di Ceccarelli, complice la sfortunata deviazione di Nagatomo.

Di deviazione in deviazione però l'Inter pareggia la gara con il tiro da fuori area di Obi, che centra in pieno la schiena di Von Bergen e fa 1 a 1. Strama allora decide di fare due cambi fondamentali: Milito per Pazzini e Zarate per Alvarez. Sono proprio i neo entrati che danno lo sprint all'Inter con una bella azione firmata proprio Milito-Zarate, con il primo che tira in porta, Antonioli ribatte, arriva Zarate che viene chiuso da Benalouan, la palla va sul destro di Guarin, bravo a mettere un pallone dolce nel mezzo e Zarate ad insaccare di testa.

Di qui poi la partita scende su ritmi bassissimi, senza più alcuna azione degna di nota. L'ultima emozione la regala Beretta che infastidito dal pubblico di San Siro si fa espellere dall'arbitro Romeo.



STRARICONFERMATO. Lui ci sta mettendo tutto il suo sapere e l'Inter, grazie alle sue intuizioni, sta continuando la rincorsa al terzo posto. Il passato non si può cancellare ma lui non ha colpe. Moratti ieri l'ha praticamente confermato, a prescindere dal risultato finale, il suo gioco, la sua intelligenza e la sua tattica gli piacciono. Come ha detto Zanetti: "Inutile cercare altri Mourinho in giro per il mondo quando magari lo hai già in casa". Bene, lavoriamo su di lui. Facciamolo partire dall'inizio, regaliamogli qualche giocatore degno di indossare la maglia dell'Inter e vediamo cosa combina il baby allenatore.



UNDER. Nagatomo, Ranocchia, Guarin, Obi, Sneijder, Zarate e Alvarez tutti promossi. Peccato che non si possa dire la stessa cosa per Pazzini. Il pazzo ce la mette tutta, ma quando la palla non vuole saperne di entrare si può fare pochissimo. Lui ci mette anche del suo, ma la sfortuna e un super Antonioli gli si mettono contro. Verranno tempi migliori decisamente. Impossibile pensare di cedere un nazionale italiano di un certo spessore, soprattutto se non arriva un'offerta con la 'o' maiuscola.



 

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