Due punti persi. Per come è andata la gara nei 90 minuti, si può dire solo questo della sfida di ieri tra Cagliari ed Inter. I nerazzurri nonostante i tanti cambi, sembrano non risentire affatto della mancanza dei titolari. Belfodil in avanti si muove bene, Kovacic disegna calcio e Rolando non fa rimpiangere la scelta di non schierare Campagnaro tra i titolari. Si muove discretamente anche Pereira con Nagatomo spostato sulla destra a fare il Jonathan.
Il terreno non permette giocate semplici visto che quando il pallone si sposta sulla destra i giocatori non riescono a dosare decentemente i passaggi: o troppo forti o troppo deboli. Per attaccare su quella fascia insomma bisogna ingegnarsi. Lo fanno bene nello stretto però Nagatomo, Alvarez e Belfodil, con la punta algerina molto mobile ma poco incisiva nel ruolo di prima punta. Bisognerà attandere l'ingresso di Icardi per avere peso in avanti, cosa che con un campo viscido come quello di oggi è certamente ottimale. Mauro però non si fa notare tanto nel suo ingresso in campo sin quando non viene affiancato da Palacio. E' lui il crack della gara: entra e cambia volto alla partita. Accelerazioni e dribbling come ci ha ben abituato in questi due anni che impongono uno schiacciamento alla difesa del Cagliari che subirà poco dopo il gol di Mauro Icardi su ennesimo assist di Nagatomo. Quando la gara però sembra essersi assestata sui binari giusti arriva il pareggio immeritato del Cagliari sino a quel momento spettatore non pagante della gara con, dalla sua, un Agazzi più che protagonista. Se si pensa che l'autore del pareggio è Nainggolan la beffa è doppia. Finisce cosi sull'1 a 1, con un'ultima opportunità per l'Inter, la sfida tra i sardi e i nerazzurri che ora sono a – 4 punti dalla Roma capolista.
KOVACIC. Finalmente alla prima da titolare, non delude affatto. Con le sue accelerazioni è in grado di cambiare ritmo al match in un attimo ed inoltre è un catalizzatore di ammonizioni avversarie. Delizioso il tunnel con cui si libera di Avelar, porta palla come nessun altro suo compagno. Il fatto che debba essere titolare in questa Inter non è minimamente in discussione.
GUARIN. Chi forse dovrebbe tranquillizzarsi un attimo è proprio il buon Fredy. Magari una gara in panchina non gli farebbe male. Ha una voglia immensa di spaccare il mondo e far rimangiare i fischi piovuti sulla sua testa nelle ultime gare, ma lo fa nella maniera sbagliata. Bisognerebbe forse catechizzarlo maggiormente e provare a fargli comprendere il fatto che ogni qualvolta abbia la palla tra i piedi non c'è alcuna necessità di cercare la porta. Anche perchè la potenza c'è, ma la mira difetta. In questi due anni di Guarin, quanti tiri dai 30 metri sono finiti in curva e quanti nello specchio della porta?
ICARDI. Ha un senso del gol innato. Può stare in campo senza toccare un pallone, ma quando c'è si sente. Fa un lavoro sporco incredibile dando sportellate all'intera difesa del Cagliari e si fa trovare nel punto giusto al momento giusto quando c'è da far gol. Dalle movenze sembra un giovane Vieri più aggraziato. Per lui però ci auguriamo che possa avere una carriera anche migliore dell'ex nerazzurro finito poi a svernare prima al Milan e poi al Monaco.
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