Non si viveva un'assenza cosi lunga dal calcio giocato delle squadre di club, da questa estate dopo che l'Inter aveva disputato la sfortunata trasferta cinese valevole per la Supercoppa Italiana.
In queste due settimane si sono susseguite le dichiarazioni dei nerazzurri, che dimostrano di voler scendere in campo per allontanarsi da quel quartultimo posto che fa storcere il naso a tutti noi tifosi. Prima Zanetti, poi Samuel, poi Stankovic e infine mister Ranieri, un' unica parola d'ordine: tornare a vincere.


Le nazionali per fortuna non hanno mietuto vittime, non fosse per Muntari, ma lui non rientra nel novero dei possibili titolari per la gara di questa sera contro il Cagliari. Ranocchia è stato ben rodato da due incontri con l'Italia dopo una lunga sosta, Pazzini ha confermato di non aver perso il vizio del gol. mentre Thiago Motta e Sneijder non hanno riportato a casa nessun problema, invertendo la tendenza che hanno ogni qualvolta giocano con le rappresentative nazionali.

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Il Cagliari questa sera sarà spinto dal nuovo allenatore Ballardini, al suo terzo ritorno sulla panchina sarda e voglioso di ben figurare al cospetto di San Siro, campo per lui nemico e sul quale non è mai riuscito a vincere. Alcune assenze importanti nella squadra cagliaritana, pareggeranno quelle della difesa nerazzurra che purtroppo per questa gara sarà orfana di ben tre pilastri fondamentali come Maicon, Lucio e Nagatomo. Per Julio Cesar le speranze di scendere in campo sono poche, ma verrà provato sino all'ultimo minuto disponibile. Nel peggiore dei casi lo si rivedrà in campo a Trabzon per l'impegno di martedì sera in Champions League. 

Senza titolarissimi però, l'obiettivo dell'Inter dovrà essere lo stesso: sovvertire il verdetto del campo maturato sino ad oggi. Prima di pensare allo scudetto, c'è da risalire la china e cercare un posto nelle prime tre posizioni. L'importante è non perdere la Champions. Tutto quello che potrà venire dopo sarà ben accetto. Facciamo parlare il campo ora, di parole in questi giorni ne abbiamo dette già troppe.

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