L'ex allenatore dell'Inter tornerà sulla panchina della Nazionale dopo l'addio del 2023
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Andrea Mancini, figlio di Roberto e attuale direttore sportivo del Cesena, nel corso di un'intervista concessa al Corriere della Sera ha parlato del ritorno di suo padre sulla panchina della Nazionale: "Sono molto contento per lui".
Ha sempre creduto nella possibilità di essere scelto?"Più che averci creduto, ci ha sperato tanto. Se torniamo solo a giovedì o venerdì, sembrava impossibile un suo ritorno. Ma la vita è così, imprevedibile e regala sempre sorprese. Ed è bella per questo".
E come arriva a questa seconda avventura azzurra?"Con una forte motivazione. Ha il desiderio di cancellare la delusione per queste tre mancate qualificazioni. E c'è anche un altro fattore".
Quale?"Vuole ripulire l'immagine del suo addio all'Italia".
Una scelta che solleva ancora oggi polemiche."Quelle ci sono e ci saranno sempre. Fanno parte di questo mondo e devi accettarle facendo questo lavoro. Nella vita e nel calcio non si può piacere a tutti. Alla fine sarà il campo a parlare, è l'unico e vero giudice di questo sport".
Quando avete capito che sarebbe diventato il ct?"In realtà solo ieri. La direzione sembrava un'altra. Poi nel fine settimana è cambiato tutto e le possibilità sono aumentate. Con l'annuncio di Malagò è arrivata la certezza".
Cosa può portare suo papà a questa Nazionale?"Si metterà subito al lavoro. Il tempo è poco, ma non è un uomo che ha paura delle sfide. Ma bisogna fare attenzione a una cosa: una sola persona non può cambiare le sorti dell'intero calcio italiano. Penso che la questione sia piuttosto un'altra".
Ci spieghi."Bisogna impegnarsi per creare un percorso, dare forma a un'idea in cui si mettano di nuovo i giovani italiani al centro del sistema. Bisogna tornare a investire sui settori giovanili e a coltivare il talento. Dobbiamo riallinearci alla direzione che il calcio mondiale ha preso da tempo".
Al suo fianco ci sarà Ranieri."La sua carriera parla per lui. E, soprattutto, è una persona con un profondo spessore umano. Credo che lui e mio padre possano aiutarsi a vicenda. Sono un binomio vincente. Per la loro esperienza nel calcio e per i valori che condividono".
Quale sarà la sfida più importante?"Fare nuovamente innamorare il popolo italiano della Nazionale dopo i tre Mondiali saltati. L'Italia merita di stare con le squadre più forti e tornare a provare certe emozioni. Insomma, dovrà riportare quella magia che aveva creato con il percorso e la vittoria dell'Europeo".
Da figlio, qual è il sogno di Roberto?"Vuole vincere il Mondiale. Ha questa idea da sempre, ce l'ha sempre ripetuto. Voleva tornare per far vivere questa gioia all'Italia. Quando lo diceva all'Europeo, gli davano del pazzo. Poi è successo. È vero, è prematuro parlarne. Ma è giusto pensarci, perché a volte i sogni si realizzano. E io gli faccio il mio più grande in bocca al lupo. Farà un grande lavoro".
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