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Cassano: “Il 99% degli opinionisti dice banalità, io non ho né capi né padroni e…”

Matteo Pifferi Redattore 
"Il 99% degli opinionisti dice cose banali, ripete sempre la solita solfa. Invece io, anziché dire che uno è meno bravo, dico che è scarso", dice Cassano

Intervistato dall'edizione di Bari del Corriere della Sera, Antonio Cassano ha risposto così a chi sostiene che lui dica certe cose solo per crearsi il personaggio:

«Ma io non devo crearmi il personaggio. Il giorno in cui Nicola e Lele, che sono due miei fratelli, decidono di non voler fare più niente, me ne sto a casa con la famiglia: non me ne frega nulla, non devo dire qualcosa di diverso per far parlare di me. Per il semplice fatto che, ribadisco, non ne ho bisogno: non uso social, non uso niente. Il giorno che mi viene una cosa in testa la dico».

Fa un lavoro diverso rispetto al passato, ma deve comunque emozionare il pubblico. Rispetto a vent’anni fa, quando giocava, cosa le dà più adrenalina? Emozionare il pubblico in platea o quando metteva piede su un campo di calcio?

«No, guardi, gasavo il pubblico quando andavo in campo. Lì era una roba diversa. Qui è tutto divertimento, perché alla gente piace sentire qualcosa di diverso. Il 99% degli opinionisti dice cose banali, ripete sempre la solita solfa. Invece io, anziché dire che uno è meno bravo, dico che è scarso. È ciò che vuole sentire la gente. Però mi emozionava molto di più a giocare a calcio. Nel tour con i miei amici, comunque, mi diverto».

Come mai non ha scelto di fare il dirigente per qualche società?

«Mi sarebbe piaciuto quando ho smesso, però non mi ha mai cercato nessuno, assolutamente, perché in molti club vogliono solo degli yes man. Io non faccio parte di questo genere. Io non ho né capi, né padroni nel calcio. A me non importa niente. Loro hanno bisogno dei pupazzi da muovere a destra e a sinistra. Nessuno mi ha mai cercato, io non mi sono mai proposto a nessuno. Sono felice più di prima».