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Chivu: “Errore Sommer? Colpa mia, vi spiego! Se guardo Juve-Napoli e Roma-Milan? Rispondo così”
L'allenatore dell'Inter Cristian Chivu, intervenuto ai microfoni di DAZN, ha commentato così la vittoria di stasera contro il Pisa: "Il cambio di Luis Henrique? Una partita dura 100 minuti, si può ribaltare: bisogna fare certe cose anche se l'approccio non è stato male. Ci siamo fatti gol da soli ma è colpa mia perché certe richieste al portiere le faccio io: a volte metto in difficoltà Yann. Poi ci hanno fatto gol su palla inattiva. Poi abbiamo tirato fuori l'orgoglio e continuato a marciare su qualità e intensità e l'abbiamo ribaltata.
Conta l'atteggiamento e la preparazione mentale: poi puoi subire anche qualcosa, l'importante è come reagisci. E direi che abbiamo fatto molto bene, potevamo subirla: invece la squadra ha continuato a fare le sue cose. Il rammarico è non aver fatto prima il 4-2 ma solo alla fine: ma tanto di cappello ai ragazzi, mettono tutto quello che hanno per fare una stagione competitiva e per far vedere che si lavora per raggiungere gli obiettivi.
Merito loro per come lavorano e per come si mettono a disposizione: ogni errore che fanno è sempre responsabilità mia, è l'allenatore responsabile se le cose non vanno bene. Loro invece sono i protagonisti quando le cose vanno a loro favore: cercano di accontentarmi e questo gli fa onore. Esposito ha tanta voglia di dimostrare, di mettersi in gioco: ci mette la faccia come tutti i nostri 25 giocatori. E se le cose non vanno bene la colpa sarà sempre mia perché a volte esagero: ma mi fa piacere che credano nel nostro lavoro e che cercano di portare a buon fine quello che questa stagione sia. Io mi sono riempito di antidolorifici alla schiena, domani i miei figli mi vogliono fresco, anche mia moglie pretende: devo essere pronto a fare il bravo marito e buon padre.
Juve-Napoli e Roma-Milan? Ancora questa domanda... Io ho una passione per il calcio che va oltre le competenze: a volte sono stanco perché vedo tante partite, però sono consapevole che bisogna guardarle per imparare. Se mi capiterà di riuscire a guardarle lo farò ma la priorità ce l'ha la mia famiglia perché dedico troppo tempo a questi ragazzi e spesso trascuro il mio dovere di marito e padre. E siccome se lo meritano, a volte bisogna staccare e non pensare troppo al calcio: la famiglia è sempre al primo posto".
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