Qual è la sua dote migliore?
«Prima di tutto sta sempre sul pezzo, lavora per migliorarsi e ha tanta fame. Queste sono le qualità fondamentali per crescere e andare lontano. Tecnicamente è forte di testa, ha un bel tiro, protegge alla grande il pallone ed è difficile da spostare. Sa giocare a calcio ed è intelligente nell’occupare gli spazi in area di rigore».
Avesse avuto lei il fisico di Pio...
«Per i difensori avversari marcarlo non è facile: è bravo a fare le sponde, sa prendere la posizione sui cross e nei movimenti è rapido. A Firenze, a parte la rete dell’1-0, mi ha impressionato per la girata finale con la quale ha sfiorato la doppietta».
Secondo lei assomiglia a Toni?
«Rispetto a Luca secondo me è diverso. Per i movimenti che fa, e lo dico con grande rispetto, un po’ mi ricorda Van Basten».
Tra i bomber napoletani con la Nazionale il migliore è Immobile, a quota 17 gol. Pio può superarlo?
«Per me sì. Ha tanti anni davanti. E’ lui il futuro dell’Italia».
Da quando vi siete conosciuti a La Spezia, lo sente spesso?
«Sì, ci scriviamo e quando l’Inter ha giocato a Pisa, mia figlia Diletta è andata con il suo fidanzato interista a farsi una foto con lui».
Quindi giovedì sera sarà davanti alla tv a tifare per l’Italia e pronto a mandare un Whatsapp a Pio in caso di...
«Naturalmente. Spero di potergli scrivere dopo il 90’. Ci meritiamo la qualificazione al Mondiale e sono convinto che ce la faremo anche se l’Irlanda del Nord non ha niente da perdere. Siamo più forti. L’Italia dovrà fare... l’Italia».
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