Intervistato dal Corriere della Sera, il tecnico del Porto ha parlato anche di Mourinho e della vittoria dello scudetto da parte di Chivu

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Intervistato dal Corriere della Sera, il tecnico del Porto Francesco Farioli ha parlato anche di Mourinho e della vittoria dello scudetto da parte di Chivu

Un anno dopo sono arrivate offerte migliori dall’Italia?

«Ho ricevuto molti messaggi di congratulazioni, devo ancora rispondere a tutti. Ma sul mio futuro ho già deciso: l’estate scorsa mi sono impegnato col Porto e a gennaio ho allungato il contratto di un altro anno».

Ha battuto il Benfica di Mourinho.

«Nel 2010, quando faceva il triplete con l’Inter, studiavo filosofia all’Università. L’empatia che ha saputo creare con quella squadra per me è l’essenza del calcio».

Farioli

Nottingham Forest FC v FC Porto - UEFA Europa League 2025/26 Quarter-Final Leg Two
Getty Images

Vi siete sentiti?

«L’anno scorso, prima della partita decisiva di campionato con l’Ajax, mi mandò un vocale di due minuti. “Cerca di segnare subito per mettere pressione al Psv”, mi disse. Da lì ci siamo parlati altre volte, anche prima di firmare per il Porto, dove lui ha fatto la storia. Dei 30 minuti di conversazione, 25 li abbiamo dedicati alla città e alla sua gente».

Chivu ha vinto lo scudetto alla sua prima grande esperienza. Cosa ci insegna?

«Ha mandato un messaggio forte a tutto il sistema: competenza, leadership e qualità del lavoro non dipendono dall’età o dall’esperienza».

L’Italia lo ha capito?

«Il calcio moderno richiede energia, capacità di evolversi rapidamente, apertura mentale e coraggio nelle idee. Il nostro Paese ha bisogno di sentirsi più libero di aprire spazi al nuovo, senza vivere il cambiamento come una minaccia».

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