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Intervistato dal Corriere dello Sport, Ciro Ferrara ha parlato di Mondiali ma anche del campionato vinto dall'Inter e della corsa Champions.
C’è più rabbia o delusione, per questa terza assenza consecutiva?
«Delusione. È un dispiacere che coinvolge l’intera nazione. Si tratta di un colpo durissimo per tutto il movimento. Purtroppo la squadra mi ha trasmesso una sensazione di timore, al momento di affrontare i playoff. Sono andato a vedere la prima partita (quella con l’Irlanda, ndr) è ho proprio percepito la paura di non raggiungere l’obiettivo»
Come si esce da questa spirale negativa?
«Il discorso è lungo e complicato. Tra le tante cose posso dire che, tornando alla mia generazione, avendo vissuto un periodo storico con meno stranieri, anche se quello non è necessariamente il problema, noi italiani abbiamo avuto l’occasione di crescere e migliorare, avendo la possibilità di sbagliare in campo. La Serie A era il campionato più attraente in assoluto e gli stranieri contribuivano a migliorare il movimento. Adesso, invece, arrivano giocatori che sono stati dei fenomeni. Mi viene in mente Modric, che ha vinto tutto, ma che ormai ha 40 anni. Eppure qui fa ancora la differenza e non può non essere un problema. Gente come Calafiori e Tonali, invece, va a giocare all’estero».
Tornando al Mondiale, qual è la sua favorita?
«Direi la Francia. Basta guardare ai giocatori rimasti fuori dalle convocazioni… Poi non c’è mai nulla di scontato. E la pressione può fare brutti scherzi, soprattutto se sei obbligato non dico a vincere, ma quanto meno ad andare in finale».
E la nazionale per cui farà il tifo?
«L’Argentina ed è sempre stato cosi, quando non c’è stata l’Italia, per i miei trascorsi ovviamente. Dopodiché ho tre amici che rappresenteranno il nostro Paese, con Brasile, con Turchia e Uzbekistan. Ancelotti lo vedo candidato alla finale. Montella, invece, può essere una sorpresa o la classica rivelazione, assieme alla Norvegia. Mentre Cannavaro dovrà soffrire…».
E Ferrara che ruolo avrà in questo Mondiale?
«Sarò uno dei talent di Dazn e parteciperò agli studi, che saranno tre nell’arco della giornata. Non essendo coinvolto nelle telecronache, almeno non finirò troppo tardi... Ad ogni modo, non vediamo l'ora che parta questa avventura: ci stiamo già preparando e studiando tutto».
In attesa del Mondiale, si sta concludendo un campionato che ha già visto trionfare l’Inter.
«I nerazzurri hanno strameritato lo scudetto. Tutti i numeri sono dalla loro parte. L’unica eccezione è la miglior difesa, che è del Como. Hanno gestito al meglio anche i momenti di difficoltà».
Il Napoli si avvia a chiudere al secondo posto, dopo il titolo di un anno fa. Si è immaginato cosa farà Conte?
«Intanto sono certo che preparerà in maniera maniacale l’ultima gara con l’Udinese. Vuole a tutti i costi la seconda piazza. La sua storia parla chiaro, in Serie A, quando ha allenato, o è arrivato primo o secondo. Poi è chiaro che qualcosa gli si possa contestare, come il percorso in Champions. In merito al futuro, ha detto di aver già parlato con il presidente. La mia sensazione, comunque, è che rimarrà».
Infine la Juventus, che ha fatto flop proprio nell’ultima giornata e che ora rischia di rimanere fuori dalla Champions.
«Non mi aspettavo la caduta con la Fiorentina. Immaginavo che l’impegno più complicato lo avesse il Milan, che di contro lo ha superato. Era uno snodo decisivo per la stagione, una partita da non fallire: invece, è stato sbagliato l’approccio ed è venuta a mancare la personalità. Serve una riflessione profonda, a tutti i livelli: società, allenatore e giocatori».
Spalletti si è messo in discussione.
«È inevitabile. Anche se ripeto che nessuno si deve sentire escluso dalle responsabilità. Vale non solo per la Juventus, ma per tutte le grandi squadre, storicamente abituate a vincere».
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