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Chivu: “Vi dico vero motivo del caos Bastoni! A chi mi ha detto finto prete rispondo che…”
Lunga intervista concessa da Cristian Chivu ai microfoni del direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni. Ecco le sue dichiarazioni integrali.
Hai vinto qualcosa quest'anno?
No (ride, ndr). Per me poco, si poteva far meglio: sto scherzando. Ho giocato per vincere e alleno per vincere, non è andata male anzi.
L'ad del Parma mi ha rivelato che tu volevi giocatori e ti montavi la testa prima che arrivasse l'Inter?
Stava scherzando, dove eravate (ride, ndr)?. No, avevamo già fatto la pianificazione e sapevamo chi sarebbe andato e chi seguivamo: poi è successo quello che è successo. Io venivo dal settore giovanile, ogni anno cambiavo tutta la rosa: sono abituato a lavorare col nuovo e a valorizzare i giocatori a disposizione.

Il rinnovo?
Ma perché dovete sempre parlare di contratti? Perché nessuno parla di quello che avevo l'anno scorso: io sono felice, allenare l'Inter è gratificante. Non ho dormito tante notti, sono arrivati i capelli bianchi: è un anno e quattro mesi che non dormo, mia moglie non mi riconosce più e i miei figli mi vedono solo mezz'ora a cena. Facciamo due chiacchiere e quando mi parlano io penso a quello che scrivi te sul giornale (ride, ndr).
L'autunno non è stato felicissimo, vero?
Per me no: è ovvio che le aspettative sono diverse, ma le prestazioni e la crescita le ho sempre viste. Le nostre richieste diverse rispetto al passato a tratti si vedevano: poi se perdi una partita qualche fantasma viene fuori e devi essere bravo a gestire. Avevamo perso un po' tante partite fino a novembre, ma qualcosa si intravedeva. Se Ausilio non dormiva? Non lo so, si presentava tutte le mattine e aveva una faccia serena come tutti gli altri. Il sostegno loro non è mai mancato, la vicinanza è stata importante e determinante. Poi non è semplice perché si parlava sempre di non vincere gli scontri diretti: 4 sconfitte erano troppe per chi voleva vincere il campionato ma siamo stati bravi a non perdere punti con le altre.
Cosa voleva Chivu?
Io non volevo rivoluzioni, ma un'evoluzione del gioco: e a tratti l'abbiamo fatto bene. E' difficile mantenere continuità ogni tre giorni, devi cambiare tanto. Qualche relazione di gioco si perde perché subentrano i nuovi: hanno dato il loro apporto. Volevo solo aggiungere cose giuste: non è stato semplice convincerli di andare più in verticale e alzare l'intensità facendo cose più concrete e semplici. Ora parlano tutti di Inter pragmatica ma all'inizio sbagliavamo tanto, sottoporta creavamo occasioni ma non riuscivamo a buttarla dentro. E' frutto del lavoro e di qualcosa che era rimasto dentro la loro testa. Io odio speculare, le mie richieste all'intervallo erano di non speculare ed essere dominanti. Non mi piace abbassarmi ma è una questione fisiologica, non lo chiede l'allenatore: subentra nella testa. Poi se giochi ogni tre giorni pensi alla prossima: ma non basta, basta poco che gli altri fanno gol e poi è tardi per vincerla. A Verona ci siamo riusciti con un autogol al 93'.
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