Quando ha saputo che Chivu era stato designato come allenatore dell’Inter cosa ha pensato?
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"L’ho chiamato subito. Non avevo dubbi che avrebbe fatto molto bene. Lo conoscevo dalle partitelle che facevamo ad Appiano contro la sua Primavera: sembrava un predestinato".
L’unica macchia resta l’eliminazione con il Bodo. È stato meglio uscire per spostare l’attenzione sui due obiettivi italiani?
"Questo no, perché io volevo andare avanti in Europa. Non è stato un vantaggio. Magari giocando meno hai più energie, ma se lotti su ogni fronte hai sempre la mentalità giusta per le partite".

La ThuLa sembra più efficiente che mai.
"Marcus e io ci siamo capiti piano piano. È un ragazzo solare, speciale. Io sono quello serio. Ci completiamo, anche nei caratteri".
Chi è il miglior centravanti del mondo?
"Harry Kane. Lo metto anche davanti a Haaland per come controlla la palla, per come lega e legge il gioco, per i colpi di testa. Un fenomeno".
Tra 10 o 20 anni come vorrebbe essere ricordato?
"Come una persona che ha dato sempre tutto".
E cosa farà da grande?
"Non rimarrò nel calcio, che è un ambiente che non mi piace. Non sentirete più parlare di me: sparirò".
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