Dario Simic, ex difensore croato con un trascorso in Italia con le maglia di Inter e Milan, ha raccontato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport come sia iniziata la sua avventura nel nostro Paese: "Dico una cosa che sanno in pochi: prima di giocare per Inter e Milan, sono stato vicino alla Juventus. Nel 1996 sono stato in ufficio con la Triade. Io, Moggi, Giraudo e Bettega. Stavo per firmare".

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Simic: “Ronaldo, Seedorf, Zanetti: l’Inter era un sogno per me. La prima volta a San Siro…”
E poi?
"E poi la mia famiglia ha deciso che era meglio non andare: avevo vent'anni, era ancora tempo della guerra. Sono venuto in Italia dopo il Mondiale '98. La Croazia prima di quel Mondiale era conosciuta solo dal 3% della popolazione mondiale. Un mese dopo, la percentuale era salita al 30%. Il quarto di finale contro la Germania resta indimenticabile. Alla fine, piangevamo tutti".
A quel punto, Inter.
"Sì, nel gennaio 1999. Per me era un sogno, mi sedevo vicino a Ronaldo, Seedorf, Zanetti. Non ero mai stato a San Siro e la prima volta, contro il Venezia, mi sono detto "dai, vado a scaldarmi in campo così mi abituo". Macché, ci si scaldava al coperto, così sono uscito un minuto prima dell'inizio e lo stadio era incredibile. La prima volta che vedevo San Siro era per giocarci dentro: una follia".
Com'è andata?
"Maniero ha attaccato una palla in profondità dopo 20 minuti e io ero in ritardo. Ha calciato al volo, gol. Mi sono detto 'se funziona così, che appena dai un centimetro all'attaccante, quello segna, posso andare a casa'...".
Ma poi, Seedorf, Ronaldo e Zanetti com'erano?
"Divertenti. Ballavano".
Ballavano?
"Sì, a quei tempi si usava, si metteva la musica al ristorante e alle feste in casa. I sudamericani mi accolsero come uno di loro, Cordoba era un grande amico e Zanetti mi invitò a Capodanno".
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