Marco Tardelli ha parlato della sfida tra Inter-Como in programma oggi pomeriggio a San Siro
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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Marco Tardelli ha parlato della sfida tra Inter-Como in programma oggi pomeriggio. L'ex giocatore ricorda anche la stagione trascorsa in riva al lago.
Cosa è stato per lei il Como?
«Il lancio verso un calcio totalmente diverso e più importante, perché nel ‘75 siamo riusciti ad andare in Serie A e poi da lì mi ha chiamato la Juve. È stato un periodo stupendo per me».Breve ma intenso.
«Un anno... Ma poi sono tornato a vivere lì, anche quando sono andato a giocare all’Inter, perché la città mi è sempre piaciuta».Per il Como di oggi le aspettative sono alte, sia in campionato sia in Champions.
«Gli ottimi risultati sono arrivati e continuano ad arrivare perché c’è una società forte dietro e un proprietario che ha fatto un investimento immenso. Se dovesse andare via lui sarebbe un dramma. Ha creduto nel club ma anche nella città. È stata aperta una buona strada e il percorso li premia. Poi avere un ottimo allenatore, e aver messo tutto in mano a lui, aiuta ancora di più».
Un pregio di Fabregas?
«Mi piace molto il suo calcio offensivo e il fatto che riesca a equilibrare la difesa, di conseguenza non prende tantissimi gol».A cosa dovrà stare attenta l’Inter?
«Sta prendendo un po’ troppi gol e deve stare più attenta in fase difensiva. Chivu ha qualità, un’ottima squadra, ottimi giocatori, però non mi sembra l’Inter così pimpante dell’anno passato. Ha avuto qualche assenza di troppo ma non vedo quella cattiveria che c’era la stagione scorsa».Confermarsi in Italia e migliorarsi in Europa non è facile.
«In campionato sta facendo bene, è sempre lì. Però ora l’obiettivo dovrebbe essere arrivare in finale di Champions perché è quello che vogliono i tifosi. Il campionato rischia di diventare sempre meno interessante e penso che l’Inter pretenda qualcosa di più a livello internazionale».Lato Como, riflettori su Nico Paz ma la sfida argentina con Lautaro è rimandata...
«Parlerei piuttosto di sfida mondiale, allargandola alle due rose. L’Inter qualche azzurro ce l’ha, il Como invece è una squadra del mondo perché ha pochi italiani. Ma ormai il calcio è così».A proposito di italiani: i quattro che ha convocato Mancini, Chivu oggi dovrebbe schierarli tutti dall’inizio. Cosa si aspetta da Pio che non segna da quasi due mesi in campionato?
«Un attaccante si sblocca solo trovando il gol... Non ha altre soluzioni. Ma lui è un giocatore che dobbiamo tenere in grande considerazione, come fa Mancini, perché è troppo importante per questa Inter e per la Nazionale».Pensa quindi che il Como sia, o possa diventare, la vera anti-Inter per lo scudetto?
«Dipende tutto dalla sfida di San Siro. Se vince, bisognerebbe cominciare a credere in questa squadra molto più di quanto non si faccia già adesso».(Gazzetta dello Sport)
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