L’ex difensore francese spiega perché giocare da quinto sia molto diverso dal fare il terzino in una linea a quattro
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Samuel Umtiti entra nel dettaglio delle difficoltà di Andy Diouf nel nuovo ruolo da terzino e lo fa con un’analisi molto tecnica.
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L’ex difensore francese non mette in discussione le qualità del giocatore dell’Inter, ma sottolinea quanto sia diverso occupare la fascia in una linea a cinque rispetto a difendere da terzino puro in una linea a quattro. Ed è proprio lì, secondo Umtiti, che Diouf deve ancora costruire diversi automatismi.
«Si vede che non è abituato a questa posizione»
Umtiti parte dal posizionamento sui palloni lunghi:«Sul posizionamento, per esempio, quando arriva un lancio lungo devi sapere come anticipare, devi metterti di tre quarti. In lui si vede che non è abituato a questa posizione».
Il problema, secondo l’ex Barcellona, riguarda soprattutto il modo in cui Diouf prepara l’azione difensiva:
«A volte si trova completamente frontale e poi, quando deve ripartire, è più complicato».
Poi il passaggio più netto:
«Anche nell’uno contro uno si vede che non è un difensore, da come difende e da come cerca di indirizzare l’avversario».
«Da quinto a difesa a quattro cambia tutto»
Umtiti insiste su una differenza fondamentale.Diouf all’Inter si è abituato a lavorare da esterno a tutta fascia, con una copertura diversa alle spalle. In una difesa a quattro, invece, cambiano distanze, posture e tempi di intervento.
«Sono cose sulle quali si può lavorare. Giocare da quinto non è la stessa cosa che giocare in una difesa a quattro».
Ed è proprio questo il punto centrale della sua analisi.
«Deve lavorare individualmente»
«Forse con Upamecano accanto sarà più semplice. Però quando arrivano palloni dalla tua parte, puoi avere accanto Upamecano o chiunque altro: conta come hai imparato a difendere e a posizionarti in determinate situazioni».
Poi entra ancora più nel dettaglio:
«Lo abbiamo visto: a volte il pallone arrivava dalla sua parte, ma lui aveva anticipato un’altra situazione e arrivava in ritardo».
La soluzione, per Umtiti, passa quindi soprattutto dal lavoro specifico:
«È soprattutto lui che deve lavorare individualmente su questi aspetti, e penso che lo faranno».
«Non è semplice insegnargli ora a difendere»
La chiusura è quasi una difesa dello stesso Diouf, vista la natura del suo percorso.«Non è semplice, considerando che fino a qualche anno fa era un giocatore molto offensivo. Metterlo ora sulla fascia e insegnargli a difendere non è semplice»
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