"In entrambi i casi il minuto era il 74, coincidenza beffarda che si è quasi incredibilmente ripetuta pure ieri sera: il tris avrebbe fatto pensare alla magia nera, ma non si è ripetuto solo perché il turco ha tirato un minuto prima del solito. Insomma, aleggiava la stessa tensione sinistra, ma stavolta Hakan non si è spinto un centimetro oltre e ha potuto esultare come sognava: ha cambiato lato rispetto a Inter-Napoli edizione 2024-25, ha di nuovo scheggiato il palo, ma nella parte interna e la palla è schizzata dentro. Mentre San Siro si sgolava per lui, “idolo neroblu” come da coro , il turco pensava che la favola si sarebbe compiuta fino in fondo: vittoria con un suo gol per cancellare definitivamente il passato, più sette in classifica che avrebbe avuto l’effetto di un tranquillante sui rivali esagitati. Non aveva fatto i conti, però, con la tenacia napoletana, anche senza il condottiero in panchina espulso, e con l’allegria della sua difesa che ha concesso il secondo, incomprensibile gol della serata. Alla fine, è uscito per un affaticamento e sarà rivalutato oggi".
"Il settimo gol in questa Serie A lo fa diventare il secondo cannoniere nerazzurro dopo Lautaro, che col Napoli ha bisticciato, e il terzo di tutta la compagnia: è terzo nel totale del campionato dietro al compagno capocannoniere (10 reti), a Pulisic (8) e allo stesso livello di Leao, che a differenza sua fa l’attaccante. Tra l’altro, al netto dei freschi ricordi, il Napoli ha sempre ispirato particolarmente il turco: questo è stato il quinto centro contro i campani, sue vittime preferite da quando veste di nerazzurro. Uno era arrivato con un altro rigore all’andata al Maradona, fischiato per mani di Buongiorno, con assai meno polemiche di questa volta. Nonostante il nervosismo extra nel finale, Calha ha comunque conservato la sua regia illuminata, diversa rispetto al passato: in un calcio più di pressione e meno di tocco, ha il compito di recuperare il pallone e fiondarlo verso le punte. Da quando accanto a lui gioca stabilmente Zielinski, queste consegne si dividono fruttuosamente, ma è sempre il turco l’uomo di più fine equilibrio. Voleva essere anche l’uomo scudetto già a gennaio, ma il Napoli e Conte non sono della stessa idea", aggiunge il quotidiano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.fcinter1908.it/assets/uploads/202507/999cbc080ddf16c8f068dec67d58ddc1.jpg)

