01:30 min
fcinter1908 news rassegna stampa Calhanoglu scaccia i fantasmi: 5′ eterni, poi la gioia. Con Chivu regia diversa, con Zielinski…

news

Calhanoglu scaccia i fantasmi: 5′ eterni, poi la gioia. Con Chivu regia diversa, con Zielinski…

Andrea Della Sala Redattore 
Il centrocampista dell'Inter lo scorso anno nella stessa porta aveva sbagliato il rigore. Ora lo ha trasformato e sperava nella vittoria

Il centrocampista dell'Inter, Hakan Calhanoglu, lo scorso anno nella stessa porta aveva sbagliato il rigore. Ora lo ha trasformato e sperava nella vittoria, poi il pareggio di McTominay ha evitato la fuga dell'Inter.

"Quanto possono durare cinque minuti? Una vita intera, come quella che scorreva davanti a Calha nel tempo eternamente sospeso tra il fallo di Rahmani e la sua liberazione dal dischetto. Nel mezzo, tra il minuto 68 e il minuto 73, il solito far west tra revisione video, un rosso svolazzante e urla ferine in faccia al quarto uomo: altra tensione aggiunta, come se non fosse bastata quella che correva già sulla schiena del turco. Hakan Calhanoglu ha guardato a lungo quella montagna di muscoli di Milinkovic-Savic, piazzato davanti a lui come una statua greca, e ha ripensato a quanto bizzarro sia il destino degli umani: nella stessa partita e nella stessa porta, l’anno scorso, proprio lui aveva sparato sul palo e quei due punti sfuggiti contro il Napoli erano poi clamorosamente mancati nella conta scudetto. Calha, specialista del genere, quest’anno aveva poi errato di nuovo nel derby, sempre con uguale cornice: c’era Maignan a barrargli la strada", scrive La Gazzetta dello Sport.

"In entrambi i casi il minuto era il 74, coincidenza beffarda che si è quasi incredibilmente ripetuta pure ieri sera: il tris avrebbe fatto pensare alla magia nera, ma non si è ripetuto solo perché il turco ha tirato un minuto prima del solito. Insomma, aleggiava la stessa tensione sinistra, ma stavolta Hakan non si è spinto un centimetro oltre e ha potuto esultare come sognava: ha cambiato lato rispetto a Inter-Napoli edizione 2024-25, ha di nuovo scheggiato il palo, ma nella parte interna e la palla è schizzata dentro. Mentre San Siro si sgolava per lui, “idolo neroblu” come da coro , il turco pensava che la favola si sarebbe compiuta fino in fondo: vittoria con un suo gol per cancellare definitivamente il passato, più sette in classifica che avrebbe avuto l’effetto di un tranquillante sui rivali esagitati. Non aveva fatto i conti, però, con la tenacia napoletana, anche senza il condottiero in panchina espulso, e con l’allegria della sua difesa che ha concesso il secondo, incomprensibile gol della serata. Alla fine, è uscito per un affaticamento e sarà rivalutato oggi".

"Il settimo gol in questa Serie A lo fa diventare il secondo cannoniere nerazzurro dopo Lautaro, che col Napoli ha bisticciato, e il terzo di tutta la compagnia: è terzo nel totale del campionato dietro al compagno capocannoniere (10 reti), a Pulisic (8) e allo stesso livello di Leao, che a differenza sua fa l’attaccante. Tra l’altro, al netto dei freschi ricordi, il Napoli ha sempre ispirato particolarmente il turco: questo è stato il quinto centro contro i campani, sue vittime preferite da quando veste di nerazzurro. Uno era arrivato con un altro rigore all’andata al Maradona, fischiato per mani di Buongiorno, con assai meno polemiche di questa volta. Nonostante il nervosismo extra nel finale, Calha ha comunque conservato la sua regia illuminata, diversa rispetto al passato: in un calcio più di pressione e meno di tocco, ha il compito di recuperare il pallone e fiondarlo verso le punte. Da quando accanto a lui gioca stabilmente Zielinski, queste consegne si dividono fruttuosamente, ma è sempre il turco l’uomo di più fine equilibrio. Voleva essere anche l’uomo scudetto già a gennaio, ma il Napoli e Conte non sono della stessa idea", aggiunge il quotidiano.