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Chivu e Conte, il duello degli opposti: dalle frecciate a distanze agli stili diversi

Chivu e Conte, il duello degli opposti: dalle frecciate a distanze agli stili diversi - immagine 1
Dopo il botta e risposta dell'andata, le frecciate a distanza, domenica sera saranno uno di fronte all'altro Chivu e Conte
Andrea Della Sala Redattore 

Dopo il botta e risposta dell'andata, le frecciate a distanza, domenica sera saranno uno di fronte all'altro Chivu e Conte, in una sfida che sa sicuramente di scudetto.

"Da allenatori si sono affrontati due volte. E non è mai stato un confronto banale. Nel Parma-Napoli che poteva cambiare il destino dello scorso campionato, a un centimetro dallo scudetto, sono stati espulsi entrambi dopo una baruffa tra le panchine. Nessuno ha voluto chiarire cosa abbia innescato la lite, forse perché la responsabile del disagio era la tensione latente: lo 0-0 maturato al Tardini sarebbe costato molto caro a Conte se Bisseck, oggi utilissimo legionario di Chivu, non avesse regalato un rigore alla Lazio evitando il sorpasso in vetta dell’Inter", ricorda La Gazzetta dello Sport.


Chivu e Conte, il duello degli opposti: dalle frecciate a distanze agli stili diversi- immagine 2

ANDATA

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"La seconda scena è stata girata al Maradona. Stavolta Conte ha discusso animatamente con Lautaro, suo ex centravanti dei tempi dell’Inter, che lo ha insultato senza filtri. Ma il dopo-partita è stato ancora più acceso perché il presidente Marotta si è lamentato dell’arbitraggio e Conte ha risposto alla sua maniera, tirando in ballo anche Chivu: «Io non chiamerei papà per difendermi, so farlo da solo. Non avrei mai permesso a un dirigente di intervenire su questioni di campo». Chivu, interpellato sulle frasi del collega, ha spostato il focus: «Non verrò mai qui a fare polemica. Voglio contribuire a cambiare la mentalità del calcio italiano che cerca sempre lo scontro e la protesta. Continuerò, anche se resterò da solo». Gli stuzzichini mediatici sono continuati nelle ultime settimane. Ma di fronte alle affermazioni di Conte sulla superiorità dell’Inter, da molti interpretate come provocatorie, Chivu ha voluto spegnere il dibattito: «Non mi interessa quello che dice lui».

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STILI

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"Stili diversi, insomma, nella comunicazione. Muscolare Antonio, rilassante Chivu. Ma anche nella gestione delle squadre le filosofie sembrano distanti. Chivu cambia l’Inter spesso negli uomini - soltanto tra Atalanta e Bologna, con una pausa di sette giorni tra una partita e l’altra, ha confermato la stessa formazione - ma non ha mai stravolto il copione strategico, che disegnato su un tablet ricalca il 3-5-2 di inzaghiana memoria. E così ha ideato la prima fuga scattando a +3 sul Milan. Conte invece è stato costretto dagli infortuni a modificare più volte la disposizione degli scacchi: ha cominciato dal 4-1-4-1, con McTominay largo a sinistra, è passato al 4-3-3 quando ha perso De Bruyne e infine al 3-4-2-1 dopo l’incidente di Anguissa. L’evoluzione, che ha esaltato in particolare Neres, ha generato il Napoli della Supercoppa, vincente con Politano largo a destra e Di Lorenzo centrale difensivo".