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Chivu chiaro col Parma: “Resto a meno che chiami l’Inter”. Telefonata di Marotta e inversione

Chivu chiaro col Parma: “Resto a meno che chiami l’Inter”. Telefonata di Marotta e inversione - immagine 1
L'attuale tecnico dell'Inter in estate stava per firmare con il Parma poi la chiamata della dirigenza nerazzurri gli ha fatto cambiare strada
Andrea Della Sala Redattore 

L'attuale tecnico dell'Inter, Cristian Chivu, in estate stava per firmare con il Parma poi la chiamata della dirigenza nerazzurri gli ha fatto cambiare strada.

Chivu chiaro col Parma: “Resto a meno che chiami l’Inter”. Telefonata di Marotta e inversione- immagine 2

"A Parma non troverà rancore ad aspettarlo, almeno in società. Perché ai suoi scopritori visionari, dopo aver completato la missione, aveva detto la verità: voglio restare, a meno che non mi chiami l’Inter. Le circostanze hanno reso quasi cinematografico il cambiamento. Chivu era già in vista del casello di Melegnano, diretto in Emilia per firmare il rinnovo con i dirigenti Cherubini e Pettinà, quando ha ricevuto la telefonata perentoria di Marotta: «Vieni in sede, sei il nuovo allenatore». Provateci voi a dire di no al sogno della vita. Erano i primi di giugno e Chivu ha invertito la marcia senza esitare. Era salito in macchina con l’idea di impostare una stagione di consolidamento nel Parma, ne è sceso con l’ambizioso programma di rinnovare l’Inter", racconta La Gazzetta dello Sport.


Inter Chivu

"L’impresa e l’orgoglio rimangono: chiamato dal Parma a febbraio, dopo l’esonero di Pecchia, Chivu non ha tentennato, pur riconoscendo il brusio del rischio: se sbaglio, mi brucio. Ma non ha sbagliato: nelle sue 13 partite al timone ha battuto il Bologna, ha straziato la Juventus e ha imposto il pareggio sia all’Inter che al Napoli, le duellanti per lo scudetto. Eppure non sono stati soltanto i risultati ad attirare l’attenzione, come ha riconosciuto l’erede Cuesta. Quel Parma non aveva solo la determinazione dei cacciatori affamati di punti, sfoggiava invece personalità e qualità. Chivu avrebbe infatti potuto scegliere altre avventure - aveva diverse offerte sul piatto - ma ha preferito essere leale con se stesso. Solo l’Inter poteva modificare il suo tracciato. E così stasera spera di essere accolto come un buon amico, perché in poche settimane si era legato al tessuto della città: i ristoranti, i caffè, le passeggiate. È difficile biasimare un uomo che ha ceduto alla tentazione del cuore: nessun vigile dell’etica potrà mai contestargli l’inversione a U sull’autostrada", aggiunge Gazzetta.