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Chivu consapevole richiesta Inter tra nuovi proclami e un concetto marottiano. Palestra? Ancora…
Durante la conferenza stampa di ieri il tecnico dell'Inter Chivu e il presidente Marotta hanno parlato degli obiettivi per la prossima stagione e non solo.
Come riporta La Gazzetta dello Sport, "Il secondo primo giorno di scuola di Chivu, con tanto di nuova benedizione presidenziale, è stato diverso solo nella considerazione altrui. Il romeno è lo stesso, ben consapevole di cosa gli si chieda e che l’asticella vada portata ancora più su: «Vogliamo fare ancora meglio della passata stagione. Bisogna ritrovare la motivazione e aggiungere qualcosa in più perché l’entusiasmo non basta mai. Non vogliamo fermarci ai due trofei. Abbiamo una rosa competitiva e un’ossatura mantenuta in questi anni». Da lì una spigolatura su come sarà l’eterno 3-5-2 nerazzurro, all’ottava stagione come modulo base: «Siamo ambiziosi e flessibili, spesso abbiamo cambiato il modo di difendere e costruire, e non abbiamo mai tenuto sempre la struttura: a me interessa il sapersi adeguare all’avversario, anche a partita in corso».
L’allenatore che, per sua stessa ammissione, vive «tra le incertezze» e che vorrebbe migliorare la squadra «nel coraggio» ha completato aggiungendo un nuovo proclama, il primo di stagione: «Non vogliamo lamentarci e combattere l’appagamento nel quotidiano perché abbiamo fame di vincere e... rivincere». Eccolo il concetto “marottiano”, ribadito anche dal presidente, che ha però ammonito su un altro importante target di stagione: «Dobbiamo performare meglio nella Champions, anche se lì ci confrontiamo contro corazzate economiche». In fondo, resta pur sempre il mercato l’elefante nella stanza di Appiano, viste le difficoltà nel decollo in questa sessione: «Girano cifre pazzesche, ma noi dobbiamo controllare i costi, non gli investimenti. E mi riferisco ai calciatori, che magari guadagnano troppo anche da svincolati. E poi anche agli agenti...». Uno su tutti, senza mai essere citato, è stato l’oggetto degli strali: Alessandro Lucci, l’uomo che ha portato a Londra Marco Palestra, promesso sposo nerazzurro prima di una gigantesca proposta economica del Chelsea. La piroetta dell’atalantino sull’altare, nonostante avesse dato la parola all’Inter, non è ancora andata giù a nessuno.
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