Dopo la vittoria di sabato sera con il Genoa, il tecnico dell'Inter Cristian Chivu si è presentato diversamente in conferenza stampa. E ha iniziato a togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

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Inter, Chivu inizia togliersi qualche sassolino: “Da inizio stagione ripete un concetto…”
"Per un debuttante da record come Chivu (nessuno dagli anni 30 al primo anno in panchina ha fatto l’equivalente di 67 punti in 27 partite) la novità per adesso sta nello sfogo di sabato a mezzanotte, dopo le sigarette e le interviste tv, nelle quali l’allenatore interista era già sembrato poco ciarliero: «I miei ragazzi si mettono sempre in discussione, anche perché tanto non basta mai, visto quello che si crea ogni volta intorno all’Inter: su di noi si fa una narrativa che è lontana dalla realtà, non va mai bene niente e non ci vengono mai dati i meriti da 5 anni...».
Se può sembrare curioso che Chivu parli anche a nome di Simone Inzaghi, bisogna tener conto che a parte la parentesi della scorsa stagione, nella quale ha debuttato il 22 febbraio 2025 in serie A come tecnico del Parma, il romeno ha allenato per anni nelle giovanili nerazzurre, quindi sa di quello che parla. Ma è altrettanto chiaro che la grande ferita dell’Inter è proprio quella del maggio scorso, con la lotta in campionato e in Champions naufragate sul più bello. Adesso che il vantaggio di 10 punti sul Milan con 11 partite da giocare sembra rassicurante, Chivu si sfoga per le critiche arrivate dopo l’eliminazione prematura dalla Champions. Evidentemente il concetto che lui stesso ripete da inizio stagione («Ci davano per finiti») e declinato in vari modi anche dai suoi giocatori, non viene compreso fino in fondo", scrive il Corriere della Sera.
"Per cui, con il Milan che poteva tornare quella notte a 5 punti nel recupero col Como, l’andata con il Bodo è costata ai nerazzurri l’eliminazione. Ma al derby l’Inter ci arriva senza sensi di colpa (in campo in Norvegia c’erano 4 giocatori dall’età media di 37 anni), senza complessi di inferiorità, visto che il distacco dai rossoneri da quella notte è raddoppiato. E anche senza dubbi: solo Mourinho ha fatto sul campo la doppietta scudetto-Coppa Italia, per cui riuscirci sarebbe speciale. A un anno dalla famosa foto di Inzaghi a Rotterdam, immortalato con le tre dita a indicare il Triplete ancora possibile, una cosa sembra certa: Chivu le due dita se le tiene in tasca", aggiunge il Corriere della Sera.
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