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Domenica sera a San Siro andrà in scena il derby tra Milan e Inter. Senza Lautaro, i nerazzurri hanno bisogno della miglior versione di Barella che, per l'occasione, indosserà anche la fascia di capitano.
"Di tutti i Nicolò conosciuti da San Siro in anni di felice convivenza, quest’ultimo è stato il più pallidino: non c’è mai stata la solita luce attorno a Barella, elettrico e un po’ sbracciante perché così è stato fabbricato, ma lontano dalla precisione che fu. Niente che abbia preoccupato o che preoccupi ancora lo staff di Appiano o i dirigenti riuniti in viale della Liberazione: l’Inter tutta si tiene stretto il suo vicecapitano anche quando ha la luna storta. Quel contrattone da 6,5 milioni fino al 2029 è la garanzia di nozze durature. Semmai, tutti si aspettano un sussulto, nella notte più importante della Serie A e della città, a maggior ragione vista quella fascia arrotolata al braccio destro: domenica contro il Milan Barella ha i galloni da capitano, in quanto vice-Lautaro designato e in un derby scudetto la coincidenza è ancora più simbolica. Non bastasse, pesa sulla partita la storia recente, collettiva e individuale: l’Inter è dentro a un incantesimo che dura da due anni, non batte i cugini da quando salì sulla seconda stella nell’aprile del 2024, mentre la mezzala sarda non ha mai trovato lo straccio di una rete contro il Diavolo da quando abita nel centro di Milano. L’unico gol lo ha segnato quando ancora vestiva il rossoblù del suo Cagliari: sconfitta in Sardegna contro i rossoneri nella stagione 2017-18", scrive La Gazzetta dello Sport.
"I tifosi nerazzurri, invece, gli avevano dato subito un mantello da eroe della Marvel: Barellik era il personaggio svolazzante nei cieli nerazzurri, pronto a vegliare sui sogni di gloria del club. Quella era la versione migliore del centrocampista 28enne, tornato da un piccolo infortunio alla coscia giusto una ventina di giorni fa: era stato rimesso in piedi per giocare la partita dei veleni contro la Juve e subito dopo le due contro il Bodo Glimt, andate entrambe di traverso. In quell’occasione, è stato lo stesso Nicolò a metterci la faccia, per fare i complimenti ai vichinghi e ricordare che senza un rigore gentilmente donato al Liverpool la sua Inter sarebbe andata direttamente agli ottavi. A questo derby, invece, arriva dopo un riposo tattico sul Lago in Coppa Italia, anche perché il lavoro a San Siro sarà doppio: dal suo lato arriveranno i riccioli nobili di Adrien Rabiot, che per fisico e galoppo sembra di una taglia diversa rispetto al resto dei colleghi della Serie A. Secondo il piano dello staff, Barella non sarà chiamato solo a limitare il “Duca” francese, ma dovrebbe costringerlo a correre all’indietro: l’Inter pensa, infatti, a una partita offensiva a partire dalle mezzali. In questa stagione, però, lo stesso Nicolò è stato un po’ frenato anche perché è cambiata la spalla nelle esibizioni sulla destra: Luis Henrique è un conservatore del ruolo, un timido che non ha mai cantato a San Siro. Insomma, la vitalità di Dumfries è mancata a tutti i compagni, ma soprattutto a quello con la maglia numero 23".
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