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Inter, è il momento di Dumfries. Titolare con l’Atalanta, Chivu lo ha già allertato: “Tocca a te”

Inter, è il momento di Dumfries. Titolare con l’Atalanta, Chivu lo ha già allertato: “Tocca a te” - immagine 1
Dopo la sconfitta di domenica scorsa nel derby col Milan, l'Inter si prepara per la sfida di sabato contro l'Atalanta
Andrea Della Sala Redattore 

Dopo la sconfitta di domenica scorsa nel derby col Milan, l'Inter si prepara per la sfida di sabato contro l'Atalanta. Chivu ritroverà dal 1' una pedina importante nel suo scacchiere.

"Il ritorno di Denzel Dumfries, che sarà titolare sabato contro l’Atalanta a distanza di 125 giorni dall’ultima planata, non è soltanto un enorme miglioramento tecnico e atletico che si rifletterà sul rendimento della squadra. È anche il recupero di una soluzione tattica praticamente abbandonata sul lato destro da Chivu nel quadrimestre affidato allo scolaro Luis Henrique. Dumfries non è un regista di fascia alla Maicon, il collega omologo dei tempi del triplete, ma possiede il vigore e la potenza necessari per travolgere gli avversari che gli si parano di fronte. Non a caso, prima di infortunarsi nella partita contro la Lazio che ne ha spezzato caviglia e stagione, Dumfries aveva segnato un gol in campionato e 2 in Champions League. È rientrato proprio in Europa, nella notte del gelido commiato contro il Bodo/Glimt, e piano piano ha ritrovato una condizione accettabile. Anche ieri, nel giorno di riposo concesso alla squadra, si è allenato ad Appiano Gentile per non perdere neppure una seduta di lavoro. Chivu gli ha già parlato, allertandolo: sabato tocca a te", rivela La Gazzetta dello Sport.

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"Ne sarà lieto anche Federico Dimarco, che sull’altro fronte d’attacco si è dovuto sobbarcare buona parte dei compiti di natura creativa e balistica. La sua stagione è stata pazzesca, probabilmente la migliore in carriera per rendimento e sicuramente la più prolifica di sempre tra gol e assist, ma ha generato un seme di prevedibilità: come si è visto nel derby, in cui Saelemeakers gli si è incollato agli scarpini, è bastato un allenatore come Allegri che tirasse i cavi per staccare la spina alla manovra dell’Inter. Dimarco ci ha messo del suo sbagliando partita, tanto è vero che neanche i suoi calci piazzati da «cecchino implacabile» (cit. Di Francesco) hanno mai centrato il bersaglio. Ecco, avendo due frecce invece che una Chivu potrà alternare gli assalti a seconda dei momenti delle partite e dei movimenti difensivi delle avversarie".

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"In questa fase del campionato all’Inter servono soprattutto i gol: contro Como in Coppa Italia e Milan non ne sono arrivati - non era mai successo dall’inizio della stagione per due partite di fila - e da quando Lautaro è scivolato sul ghiaccio norvegese le reti complessive prodotte dalla squadra sono state 5 in altrettante gare. Non è un passo sufficiente per la capolista, abituata da settembre in poi a stordire e poi stendere una concorrente dopo l’altra come in un gioco di abilità. Il calo della produzione, in termini di costruzione di occasioni da gol prima ancora che di tiri verso la porta, è un problema che può diventare pericoloso, nel ciclo di impegni che nelle prossime quattro giornate passa per Atalanta, Fiorentina, Roma e Como. Lo scudetto non è ancora vinto, a quanto pare: i 7 punti di vantaggio, come proprio Dimarco ha ricordato alla fine del derby, consentono all’Inter di restare «serena e lucida». Ma è meglio non fare avvicinare di più il Milan, che domenica si esibisce all’Olimpico contro la Lazio e conserva l’entusiasmo di chi non ha niente da temere", aggiunge Gazzetta.